I dazi spingono i traffici marittimi: container +4,2% nei primi tre mesi
Dopo un 2024 con traffici in crescita del 6% sul 2023, anche i primi tre mesi del 2025 hanno registrato, a livello globale, un aumento del trasporto dei container via mare del 4,2% (ben sopra quindi la media decennale dell’1,8%)
di Alberto Quarati
Una portacontainer in manovra nel porto di Lianyungang
(afp)Genova - Dopo un 2024 con traffici in crescita del 6% sul 2023, anche i primi tre mesi del 2025 hanno registrato, a livello globale, un aumento del trasporto dei container via mare del 4,2% (ben sopra quindi la media decennale dell’1,8%), per effetto delle politiche sui dazi avviate dall’amministrazione Trump negli Stati Uniti.
«Questa ripresa è stata significativamente accelerata dalla crescita delle importazioni statunitensi, un fenomeno mosso dalla necessità dei compratori di anticipare i dazi previsti negli Usa» spiegano dalla Fedespedi, la federazione nazionale degli spedizionieri, nella decima edizione dello studio sui bilanci delle compagnie di navigazione. «L’anticipazione delle nuove politiche sui dazi ha agito come un catalizzatore per lo shipping, spingendo traffico e profitti nel primo trimestre 2025 - spiega il presidente della Fedespedi, Alessandro Pitto -. Fenomeno che dimostra la capacità di adattamento delle compagnie di fronte alle mutevoli dinamiche del commercio globale».
Il 2023 aveva registrato una sostanziale stabilità del traffico mondiale di container (+0,6%) con un drastico ridimensionamento dei fatturati delle compagnie di navigazione. L’anno successivo ha segnato una netta ripresa, che ha fatto salire a quota 183,1 milioni i teu movimentati nel mondo (il record è 193,3 nel ’21). Durante il 2024 è aumentato anche il nolo medio (+20,4% rispetto al 2023). Ma come si sono mosse le merci in questi primi tre mesi dell’anno segnati da annunci, scontri e accordi sui dazi? L’Europa ha incrementato i traffici verso il Nord America dello 0,5% - nel senso inverso sono scesi dello 0,4%. Non è l’unico indizio del fatto che nei primi tre mesi dell’anno gli Usa abbiano fatto scorte: i flussi dall’America Latina verso il Nord America sono cresciuti del 10,4% (-5,4% in senso contrario), quelli dall’Estremo Oriente verso il Nord America dell’8,9% (-10,2% in senso inverso). Il Far East guadagna quote anche verso l’Europa (+8,7%), mentre i flussi contrari scendono del 6%. L’Europa aumenta l’export verso Sud America (+9,7%) e Medio Oriente-Subcontinente indiano (+5,2%).
Presto per dire se si tratti o meno di una diversificazione dei mercati, se è vero, ad esempio nel caso dell’Italia, che le primissime stime riportate nel recente seminario Arcom da Laura Travaglini, senior adviser per la Politica commerciale della Confindustria, indicano che per ora la merce delle aziende del nostro Paese dirottate dagli Usa hanno alimentato il mercato domestico. Sotto il profilo finanziario, nel 2024 tutte le compagnie di navigazione esaminate, eccetto Yang Ming, hanno conseguito risultati positivi per fatturato, gestione operativa e utile finale.
I commenti dei lettori