Turismo, la spesa in Italia raggiunge i 60 miliardi di euro. Meloni: “Ma servono nuovi modelli”
La premier: “Siamo quinti al mondo, ma ora dobbiamo riscoprire i borghi e innovare servizi e professioni”. Vago (Msc): “Dalle crociere un esempio virtuoso di sostenibilità”. E Federalberghi polemizza sugli affitti brevi: “Ancora poco penalizzati”
dal nostro inviato
FRANCESCO FERRARI
Aggiornato alle 5 minuti di lettura
Piefrancesco Vago (Msc), Gloria Guevara (Wttc), Giorgia Meloni e il neo presidente del Wttc, Manfredi Lefebvre
Roma – L’Italia sta recuperando posizioni nel ranking mondiale del turismo: la spesa dei visitatori è destinata a raggiungere i 60 miliardi di euro, ovvero più di 1 miliardo di euro ogni settimana. Ma per rendere duratura questa crescita (oggi il settore vale il 13% del Pil) è necessario investire in innovazione, sostenibilità, qualità dei servizi e del lavoro. Obiettivi tutt’altro che semplici da raggiungere, e che non a caso hanno animato la giornata inaugurale, a Roma, del Global Summit del World Travel&Tourism Council (Wttc) che si svolge per la prima volta in Italia.
A indicare le tappe di un percorso i cui ostacoli sono già evidenti (lo spettro dell’overtourism aleggia fra le centinaia di addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo) è stata Giorgia Meloni, aprendo il summit all'Auditorium Parco della Musica. “Stiamo lavorando per rendere più facile, più veloce arrivare in Italia, spostarsi all'interno del territorio nazionale, potenziando i collegamenti già esistenti, creandone di nuovi sul fronte aereo, sul fronte ferroviario, sul fronte marittimo”, ha detto la presidente del Consiglio. “Ma guardiamo con molta attenzione anche alle evoluzioni del mondo crocieristico, così come non meno importanti sono i nuovi servizi di turismo ferroviario nei quali l'Italia è leader a livello mondiale. Oggi l'Italia è la prima nazione europea per competitività turistica regionale, la seconda in Europa per presenze. Con quasi 58 milioni di arrivi internazionali siamo al quinto posto nella classifica globale dei paesi più visitati e ci apprestiamo a scalare un'altra posizione: sono numeri che ci rendono fieri del lavoro che abbiamo fatto ma che ancora non ci bastano, perché noi siamo italiani e non fa parte del nostro dna accontentarci. Siamo un popolo affamato di grandi sfide”.
Giorgia Meloni
Le false recensioni e l’abusivismo
“Siamo stati apripista in Europa sul fronte della regolamentazione delle false recensioni online – ha proseguito Meloni -, un fenomeno chiaramente odioso che danneggia tutti: i turisti, le imprese, i lavoratori. Stiamo sfruttando le risorse del Pnrr per riqualificare l'offerta turistica e consentire in particolare alle piccole e medie imprese, che sono un pezzo fondamentale dell'economia italiana, di migliorare le strutture ricettive e offrire così un'esperienza migliore. Abbiamo in sostanza deciso di puntare sulla qualità per rafforzare la nostra industria, consapevoli che sulla qualità l'Italia sa essere imbattibile”.
“Quando questo governo si è insediato, il comparto affrontava la lenta ripresa post-pandemia, gli operatori chiedevano concretezza nelle risposte, chiedevano il coraggio di riforme che erano attese da tempo, ed è quello che abbiamo fatto. Abbiamo accompagnato il settore nel suo rilancio post-Covid, affrontando una dopo l'altra le sfide che si presentavano e le criticità che c'era bisogno di superare. Ci siamo impegnati per restituire dignità ai lavoratori, investendo nella loro formazione, nel potenziamento delle loro competenze, abbiamo detassato le mance, abbiamo stanziato fondi per il trattamento integrativo dei turni notturni e festivi, abbiamo investito per migliorare la qualità della vita, aiutare le imprese, abbiamo riformato ambiti importanti, penso a quello delle guide turistiche, che sono una specificità tutta italiana che andava protetta, andava valorizzata – ha detto la premier - Abbiamo contrastato con fermezza l'abusivismo per far emergere il sommerso, difendere gli operatori onesti, dare maggiori garanzie e migliore qualità ai turisti. E abbiamo investito sulla destagionalizzazione, sulla diversificazione dell'offerta: fattori decisivi per avere un turismo sempre più dinamico lungo tutto l'anno e sempre più diffuso su tutto il territorio, perché destagionalizzare e diversificare l'offerta vuol dire anche, ad esempio, valorizzare e rivitalizzare gli stupendi borghi, le aree interne che custodiscono l'identità più autentica della nazione e non hanno rivali per tutto quello che rientra nella definizione di turismo delle esperienze”.
Il presidente del Wttc Manfredi Lefebvre
Le perplessità di Federalberghi
"Sicuramente l'introduzione del Cin ha consentito l'uscita dal sommerso di centinaia di migliaia di appartamenti, quindi è stata una cosa molto positiva ma rimane ancora un tema e cioè la possibilità di queste strutture di affittare a singola notte. Ci si continua a concentrare sul numero massimo di giornate all'anno nel quale si può affittare un appartamento, quando invece è determinante la permanenza minima. Perché se questi appartamenti mi affittano una notte secca, o per un weekend, è questa la vera concorrenza con gli hotel. Un affitto deve essere da 5 giorni in su, in maniera da occupare una fascia di mercato diversa da quella degli alberghi. Se insistiamo tutti sullo stesso mercato, fra i 30.000 alberghi e gli oltre i 600.000 appartamenti turistici diventa una concorrenza sleale e ingiusta", ha replicato il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. Che ha respinto l'idea che gli affitti brevi servano per i borghi serviti dagli alberghi: "Va bene come enunciazione di principio, peccato che poi in realtà il 90% degli affitti brevi sono concentrati nelle grandi città. Magari aprissero nei borghi, invece continuiamo a vedere decine di migliaia di affitti brevi a Roma Firenze e Venezia”.
Daniela Santanché
(agf)
Santanché: “No alle ideologie sugli affitti brevi”
"Io mi sono occupata degli affitti brevi perché è una materia della quale mi posso occupare come ministero e vedete che attraverso il Cin, codice identificativo nazionale che noi abbiamo introdotto, sta emergendo moltissimo il sommerso" ha detto la ministra del Turismo Daniela Santanché, annunciando di essere pronta, se necessario, a reintervenire nuovamente sulla questione. "Noi vogliamo che non ci sia una concorrenza sleale con gli alberghi. In Italia abbiamo 1.200.000 stanze d'albergo: in linea generale ci sembra un grande numero, ma poi dobbiamo vedere dove sono concentrate. Se si studia la nostra nazione nella sua conformazione geografica, si capisce che sarebbe un danno pazzesco eliminare tutti gli affitti brevi". E ha aggiunto: "Io non ho mai certezze che tutto quello che facciamo sia definitivo. Abbiamo fatto questo primo provvedimento: studiamo i numeri e se c'è da intervenire di nuovo siamo pronti a farlo, ma senza ideologie e senza voler tirare il turismo per la giacchetta a destra o sinistra. Il turismo deve essere la prima industria della nostra nazione. Io dico che tutti gli italiani dovrebbero essere orgogliosi della loro appartenenza e capirne il potenziale straordinario".
Vago (Msc): “Crociere, esempio di turismo sostenibile”
Un capitolo della prima giornata del Summit è stato dedicato alle crociere. “Ho sempre detto che l'industria crocieristica ha portato alla democratizzazione del lusso grazie alla sua capacità di offrire diversi marchi per i diversi segmenti della popolazione – ha detto dal palco dell’Auditorium Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo di Msc - Ma vorrei ricordare che la crociera non è solo un'esperienza di ospitalità: c'è anche il fattore del viaggio, la bellezza di svegliarsi ogni giorno una destinazione diversa. Questo, per noi, significa sapere affrontare quotidianamente le comunità costiere. Significa distribuire i flussi, creare un’economia diretta e indiretta sui territori che ospitano le nostre navi, dialogare con le comunità. Come abbiamo fatto a Dubrovnik, un piccolo porto medievale dove l’arrivo di una nave da crociera può effettivamente creare disagi: noi li abbiamo evitati segmentando gli accessi. E lo stesso stiamo facendo in tante città, come Barcellona, soprattutto in Europa. Questo, per noi, significa turismo sostenibile, guardare al futuro. Del resto, siamo abituati a farlo: impieghiamo cinque anni per progettare una nave che si ammortizza in trenta. Significa che già oggi dobbiamo prevedere quale tecnologia si adotterà nei prossimi 40 anni, cosa mangeranno i nostri ospiti, come si divertiranno a bordo, in quale tipo di cabina alloggeranno. Le navi stanno diventando sempre più ecologiche e multigenerazionali: è una sfida intellettuale molto stimolante”.
L'intervento di Pierfrancesco Vago (Msc Crociere)
C’è, poi, il fattore della multimodalità. Perché il viaggio in crociera è sempre più legato agli spostamenti con altri mezzi: “Chi sale su una splendida nave Explora a Venezia – ha spiegato il numero uno di Italo, Luca Cordero di Montezemolo – può raggiungere la città spostandosi su un treno o, se arriva da una città di piccole dimensioni, su un pullman di alto livello Itabus”. Una vacanza personalizzata, ma anche un sistema virtuoso per limitare il traffico e le emissioni.
Un settore in espansione
L'industria globale del Travel & Leisure sta vivendo una fase di espansione significativa, con una crescita annua pari al 5%, superiore al ritmo registrato nel periodo pre-Covid, quando si attestava intorno al 3% (2015-2019). E' quanto mette in evidenza Bain & Company che ha presentato le analisi sul settore Travel & Leisure in occasione del World Travel & Tourism Council (Wttc) Global Summit. Dopo il drammatico calo del 60% nel 2020, il settore è riuscito a recuperare terreno, tornando nel 2024 ai livelli raggiunti nel 2019, anche se con dinamiche differenti tra i vari segmenti. "Le prospettive restano positive - ha spiegato Jon Van der Veen, partner di Bain & Company - il prossimo anno il volume complessivo dovrebbe arrivare a 3.000 miliardi di dollari per quanto riguarda i soli servizi travel, trainato in particolare dal comparto aereo e da quello alberghiero". Entro la fine del 2026, Bain prevede inoltre che l'intelligenza artificiale avrà un impatto dirompente sul settore dei viaggi, con trend in forte crescita negli Stati Uniti. L'adozione di strumenti di AI per la pianificazione di viaggi e itinerari aumenterà di circa quattro volte, passando dal 16% del 2023 al 65% nel 2026.
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