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l’intervista

Latrofa: “Civitavecchia, Fiumicino, Gaeta. La fortuna del sistema portuale è la diversificazione degli scali”

Il presidente dell’Authority: "Abbiamo presentato i nostri piani al Seatrade. In arrivo una rivoluzione con la separazione fra porto commerciale e marina"

Alberto Ghiara
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Raffaele Latrofa

 

L’Autorità di sistema portuale del Tirreno centro-settentrionale (Porti di Roma) consolida i propri punti di forza, infrastrutturali e di traffico, e punta a avere un ruolo strategico nazionale grazie alla leadership nelle crociere, alla vicinanza con l’aeroporto di Fiumicino e anche, in chiave di riforma portuale, alla relazione che potrà avere, in quanto banchina della capitale, con la futura Porti d’Italia spa. L’articolazione del sistema portuale consente di progettare lo sviluppo su diversi poli portuali fra loro complementari, come spiega il presidente dell’Authority, Raffaele Latrofa.

«Il nostro sistema – spiega Latrofa – ha una fortuna e una forza, che è quella della diversificazione. Infatti Civitavecchia continua a essere l’hub principale croceristico, non solo italiano, ma del Mediterraneo, e anche uno snodo logistico strategico per il traffico ro-ro, in parte minore le merci. Fiumicino sta consolidando la vocazione legata sostanzialmente alla nautica, alla pesca e poi all’integrazione col sistema aeroportuale, soprattutto con il grande tema delle rinfuse liquide con i carburanti degli aerei. Mentre Gaeta ha un importante margine di crescita nei settori energetico e turistico, cosa che ho spiegato anche al Seatrade di Miami, e in parte anche industriale. L’obiettivo è sviluppare un sistema che sia integrato: quindi non tre porti separati, ma ciascuno che cresce con la propria vocazione che nel tempo si è consolidata. E rafforzare le connessioni sia infrastrutturali che digitali, anche sul tema importante dei retroporti, per aumentare la competitività del sistema nel suo complesso e quindi attrarre anche nuovi investimenti».

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