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Ebola, l’Imo invita alla calma

Londra - «L’attività marittima deve continuare normalmente». Ma i traffici in Africa occidentale sono crollati del 40%.

Alberto Ghiara
2 minuti di lettura
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Lodra - L’Imo (International maritime organization, agenzia che si occupa delle questioni marittime per le Nazioni Unite) ha invitato a non isolare le nazioni dell’Africa occidentale colpite dal virus ebola e a mantenere attivi i collegamenti marittimi con i porti di quest’area. L’importante, spiega l’organizzazione, è «ridurre l’isolamento e le difficoltà economiche dei paesi colpiti». Sostegno alla richiesta dell’Imo è arrivato dal registro navale della Liberia, uno dei maggiori del mondo per tonnellaggio iscritto. «La Liberia - ha detto Scott Bergeron, ad della società statunitense Liberian International Ship & Corporate Registry, che gestisce il registro liberiano - sostiene le raccomandazioni dell’Imo con tutto il cuore e è convinta che lo shipping dovrebbe continuare a operare in condizioni di sicurezza e in maniera efficiente e avere fiducia nel buon senso degli armatori in questi tempi difficili». Sul fronte dei container, le tre maggiori compagnie marittime presenti in quest’area, ossia Maersk, Cma-Cgm e Evergreen,. mantengono i loro servizi, pur con alcune precauzioni e a fronte di un calo notevole dei traffici.

Secondo alcune e società di spedizione merci, l’import e l’export da Guinea, Liberia e Sierra Leone fra agosto e settembre sono crollati del 30-40% proprio a causa di cattive valutazioni del rischio di contaminazione, oltre che del deterioramento delle economie di questi paesi. Insomma, si cerca di gestire l’emergenza per l’epidemia senza creare ulteriori danni. «Vorremmo raccomandare - ha detto Andy Winbow, vice segretario generale e direttore della divisione sicurezza marittima dell’Imo - a tutti i nostri stati membri, così come all’intera comunità marittima, alle compagnie di navigazione, agli operatori marittimi e portuali di seguire le raccomandazioni dell’organizzazione mondiale della sanità, per cui la movimentazione di navi, compreso il carico e lo scarico delle merci, deve proseguire in maniera normale, per ridurre l’isolamento e le difficoltà economiche dei paesi colpiti». Intanto il segretario di Stato francese ai Trasporti e al Mare, Alain Vidalies, ha annunciato che a partire dallo scorso fine settimana sono state introdotte misure eccezionali di sicurezza nei porti francesi per evitare la diffusione del virus Ebola. «L’incubazione può svilupparsi durante il periodo di trasporto, per questo motivo abbiamo ritenuto indispensabile introdurre controlli all’arrivo delle navi.

E’ stato il presidente della Repubblica a sollecitare l’avvio di queste procedure». Personale di bordo e passeggeri imbarcati su navi provenienti da aree a rischio Ebola (il periodo monitorato è di tre settimane) saranno sottoposti al controllo della temperatura. In Italia sono stanno scattando i piani di sicurezza nei porti per le navi considerate a rischio. Ieri una rinfusiera proveniente dalla Guinea si è fermata nella rada del porto di Carrara per i controlli medici prima di poter effettuare le operazioni di carico e scarico. Il prossimo 8 novembre un’altra nave proveniente dalla Sierra Leone è attesa nel porto della Spezia, dove il prefetto sta valutando se applicare una quarantena di 21 giorni dal momento della partenza per i marinai a bordo, per verificare che il virus non si attivo a bordo.

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