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Asia-Europa, i traffici frenano / FOCUS

Genova - Comincia male l’anno per i traffici marittimi e le previsioni degli analisti, che già festeggiavano vedendo un aumento del 4% nel 2015, sono state smentite, almeno nei primi trenta giorni dell’anno.

Simone Gallotti
2 minuti di lettura

Genova - Comincia male l’anno per i traffici marittimi e le previsioni degli analisti, che già festeggiavano vedendo un aumento del 4% nel 2015, sono state smentite, almeno nei primi trenta giorni dell’anno. E male è andata anche la rotta più trafficata, e quindi più indicativa, tra Asia ed Europa. Il traffico su questa direttrice è calato globalmente del 2,9%, per un totale di 1,4 milioni di teu trasportati. Il dato negativo è presente anche per le “sotto rotte” e persino per quella che collega l’Oriente con il Nord Europa. Verso i porti del Northern Range nel primo mese del 2015, sono stati trasportati 933 mila teu che rispetto allo stesso periodo del 2015, significano quasi un punto percentuale in meno.

Va peggio alle altre due zone europee prese in considerazione. In particolare nel gruppo a tre delle rotte tra Asia ed Europa, il risultato peggiore a gennaio, è quello ottenuto dal collegamento con il Mediterraneo Occidentale e Nord Africa, cioè la macro area in cui è compresa anche l’Italia. Il traffico sulla rotta è calato addirittura dell’8,2% (peggio anche della media globale, perchè nel mondo si è registrato un calo del 2,1%) e i contenitori non hanno superato le 235 mila unità. Non è andata meglio all’East Med con un del 5,4% e con un numero di contenitori molto vicino a quelli del West Med, centro produttivo e di consumi dell’Europa. Solo 5 mila container separano Siria, Cipro, Turchia ed Egitto da Italia, Francia, Spagna, Algeria, Tunisia e Marocco. Nel mondo comunque il traffico contenitori non è andato bene, sceso del 2,1% e totale di 10,8 milioni di teu. Il dato globale risente anche del mese eccezionalmente critico dei porti della West Coast americana, colpiti dalla vertenza tra operatori e sindacati. E poi c’è il “Capodanno cinese” a giocare a sfavore dei numeri su tutte le rotte che riguardano l’Asia. Poco prima che la Cina chiuda le fabbriche per i festeggiamenti infatti, il volume di traffico cresce decisamente: si spedisce di più per evitare di rimanere fermi per le festività di Pechino e dintorni. Nel 2014 il periodo di picco si è verificato a gennaio, perchè il capodanno cadeva a fine mese. Nel 2015 invece il nuovo anno è partito a fine febbraio e il rush delle spedizioni farà sentire i suoi effetti nella prossima statistica.

In Italia invece il 2014 è stato positivo e la logistica ha più fiducia. Lo dice il centro studi di Confetra che ha intervistato le principali aziende italiane del settore. In negativo solo transhipment e rinfuse (solide e liquide), per il resto il traffico anche su strada, è aumentato. «Per il 2015, almeno la metà dei nostri intervistati prevede che il trend positivo del secondo semestre del 2014, sarà confermato - spiega Nereo Marcucci, presidente di Confetra - Non siamo alla fine del tunnel, ma c’è più fiducia. Questo leggero aumento del traffico dovrebbe essere sostenuto da riforme del governo che potrebbero incentivare ulteriormente questi numeri: in particolare la riforma dei porti che deve essere fatta al più presto».

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