Rinfuse solide, segnali di ottimismo
Genova - Il Bdi è risalito sopra quota 800. Pioneer Marine: «Domanda e offerta stanno tornando in equilibrio».
Alberto Ghiara
Genova - Il Baltic dry index ha superato quota 800 punti negli ultimi giorni e per il settore delle rinfuse solide si aprono spiragli di ottimismo. Secondo Pankhaj Khanna, armatore, ceo della compagnia specializzata Pioneer Marine, che ha una flotta di trenta portarinfuse, «domanda e offerta stanno tornando in equilibrio». Insomma, il momento peggiore sembra essere passato, grazie anche all’intensa attività di demolizione che ha toccato i suoi picchi fra 2015 e 2016. Khanna è intervenuto al convengo Marine Money a Singapore, durante il quale ci sono stati alcuni interventi sul settore dry bulk. «Per sopravvivere - ha detto ancora Khanna - è importante che il livello del rapporto fra prestito e valore della nave rimanga forte». Christoph Toepfer, direttore generale di Borealis Maritime, ha invitato alla prudenza, notando che nonostante la piccola ripresa attuale, il mercato ha ancora da compiere un lungo percorso prima di tornare redditizio. Secondo Michael Nagler, di Noble Group, i prezzi delle materie prime e la domanda stannno aumentando, ma in maniera «artificiale.
Ordinare navi di classe capesize in questo momento - ha avvertito Nagler - sarebbe un disastro». Gli operatori devono quindi essere ancora molto cauti nel muoversi sul mercato, ma la strada è aperta. Secondo un altro relatore dell’incontro di Singapore, Arjun Batra, analista di Drewry, il momento peggiore è stato superato. Anche per Danske Bank, che si è espressa recentemente sullo stesso tema, i vettori del settore rinfuse, che hanno vissuto finora come sotto assedio, non dovrebbero avere timore che si ripeta il drammatico quarto trimestre del 2015. Secondo la banca, quest’anno la ripresa del valore delle capesize continuerà. I dati degli ultimi mesi sembrano andare in questa direzione. Lunedì scorso il Baltic dry index, che rappresenta il principale indicatore dell’andamento dei noli di navi portarinfuse, ha chiuso a 865 punti (+3,47 per cento rispetto alla chiusura della scorsa settimana). Quota ottocento era già stata superata lo scorso 9 settembre. Il momento peggiore a cui ha fatto riferimento Arjun Batra è invece quello raggiunto il 10 e l’11 febbraio scorsi, quando l’indice toccò e rimase per due giorni a quota 290 punti. Da allora c’è stato un recupero di circa il 180 per cento. Positivo il confronto anche rispetto a come si era concluso il 2015, quando l’indice era a 475 punti (+70 per cento il recupero effettuato dall’indice).
Jens Ismar, ceo di Western Bulk Chartering, in un suo recente intervento, ha riconosciuto che il settore delle rinfuse è uno dei più volatili del mondo e che ha avuto un ciclo molto negativo, ma ha anche affermato, che questo momento è differente. «Lentamente, ma con sicurezza, si sta superando l’idea che il boom delle materie prime e la fame senza precedenti dei cinesi per prodotti alla rinfusa siano stati una bolla che poteva capitare “una volta soltanto nella vita”». Secondo l’esperto, effettivamente tutti i dati riferiti al mercato dry bulk, sia dal punto di vista dell’offerta sia da quello della domanda, sottolineano il fatto che gli operatori si stanno muovendo in un contesto molto differente rispetto a quello a cui ci si era abituati dopo il 2000. «E’ probabile quindi che il mercato vedrà meno volatilità sia per quanto riguarda le rate di nolo sia per il valore degli asset (ossia le navi, ndr) nel prossimo futuro. Tenendo in mente questi punti fondamentali, è importante considerare quale possa essere il modello di business più sostenibile per le rinfuse solide in questa “nuova normalità”».
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