Mar Cinese Meridionale, tensione Pechino-Washington
Pechino - L’aeronautica statunitense ha confermato oggi il sorvolo di due bombardieri statunitensi B-1B in un’area contesa tra Pechino e altri Paesi che si affacciano sulle acque del Mare Cinese Meridionale.
Pechino - Torna la tensione tra Cina e Stati Uniti dopo l’ultima incursione aerea di due bombardieri Usa sopra il Mare Cinese Meridionale. L’aeronautica statunitense ha confermato oggi il sorvolo di due bombardieri statunitensi B-1B in un’area contesa tra Pechino e altri Paesi che si affacciano sulle acque del Mare Cinese Meridionale, mentre altri due bombardieri Usa hanno condotto esercizi congiunti con i caccia giapponesi sul Mare Cinese Orientale nella notte tra ieri e oggi.
Pechino, ha sottolineato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, si oppone all’uso della libertà di sorvolo sul Mare Cinese Meridionale invocata dagli Usa, che considera una «scusa per nuocere alla sicurezza» della regione. Oltre alle due incursioni nei cieli dei mari Cinese Meridionale e Orientale, gli Stati Uniti hanno dato il via oggi anche a un’esercitazione congiunta che durerà undici giorni con India e Giappone nel Golfo del Bengala. La doppia mossa statunitense sui mari limitrofi della Cina, arriva alla vigilia dell’atteso summit tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, a margine del G20 di Amburgo, che comincia oggi. L’ultimo test missilistico di Pyongyang e le tensioni con la Cina per il mancato contenimento della minaccia missilistica nord-coreana saranno tra i temi in agenda. Trump, ieri, dalla Polonia, ha dichiarato di stare meditando a una risposta «molto dura» all’ultimo test missilistico di Pyongyang, il primo condotto con un missile balistico intercontinentale, in grado di colpire il territorio statunitense, secondo quanto affermato da Pyongyang.
La Cina, invece, come dichiarato ieri dallo stesso Xi a Berlino, prima di partire per Amburgo, punta a una denuclearizzazione attraverso il dialogo. Assieme alla Russia, la Cina ha poi trovato un accordo per disinnescare la tensione nella penisola coreana tramite la sospensione simultanea dei test missilistici e nucleari nord-coreani e degli esercizi militari congiunti tra Stati Uniti e Corea del Sud. Le pressioni sulla Cina per il contenimento di Pyongyang sono state oggetto di discussione, nella serata di ieri, tra Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone.
Ad Amburgo, Trump, il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, hanno riaffermato l’impegno ad aumentare le pressioni su Pyongyang e sulla Cina per aiutare nell’opera di contenimento del programma missilistico e nucleare di Pyongyang. Moon e Abe si sono anche detti favorevoli all’imposizione di sanzioni alle entità cinesi accusate di essere in affari con la Corea del Nord, approvate settimana scorsa da Washington. Nonostante le pressioni e il malcontento che traspare da diversi tweet di Trump, il presidente Usa sembra ancora riporre fiducia nel presidente cinese, Xi Jinping. «Mai rinunciare», ha dichiarato prima della cena con i due leader asiatici, a una domanda della stampa presente al vertice trilaterale.
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