GRECIA IN CRISI
ANCORA DISAGIAL PORTO DEL PIREO
Continua la paralisi al porto ateniese del Pireo dove sindacalisti e militanti bloccano dalle prime ore di stamane la partenza dei traghetti per una protesta contro la riforma del cabotaggio e il piano di austerity. Interruzioni sono previste oggi anche nei trasporti ferroviari a causa di sospensioni del lavoro a singhiozzo da parte dei dipendenti dell’Ose.
Il blocco del Pireo rientra nello sciopero dichiarato oggi dal sindacato comunista Pame contro la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, che arriverà in parlamento lunedì prossimo. Al blocco del Pireo partecipano solo due sindacati portuali su oltre una decina, ma di fatto impediscono completamente la partenza dei traghetti per le isole.
Restano sequestrate dai sindacati ormai da 16 giorni nel porto di Corinto due navi della compagnia italiana Adriatic Lines che denuncia l’inerzia del governo greco malgrado due ingiunzioni del tribunale del Pireo che ha ordinato la fine del blocco illegale.
Il Partito comunista sostiene apertamente sia lo sciopero di oggi al Pireo che il sequestro delle navi italiane. Il Pame ha manifestato oggi davanti al parlamento mentre una manifestazione separata è stata indetta in serata contro le riforme anche dai sindacati del settore pubblico, Adedy e privato Gsee che hanno convocato uno sciopero generale per il 29 giugno. Sono oggi entrati in sciopero per 24 ore i giornalisti delle tv di stato, mentre hanno cominciato una protesta a rotazione di diversi giorni anche gli avvocati.
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