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l’accusa

adriatic lines: in greciaprotezionismo concertato

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La Adriatic Lines, la compagnia delle due navi rimaste bloccate a Corinto per 24 giorni, accusa il sindacato dei marittimi (Pno), il governo di Atene e gli armatori greci di «un’azione concertata» a sfondo «protezionistico» per «impedire la libera concorrenza». Ieri il Pno aveva ritirato il blocco ai traghetti Ropax 1 e Ropax 2 imposto da 24 giorni, malgrado una sentenza di sgombero del tribunale del Pireo non fatta rispettare dalle autorità greche, e le insistenti proteste del governo italiano.

«Un ritiro provvisorio» del blocco in attesa della sentenza finale del tribunale sulla vertenza, aveva precisato il sindacato che continua ad esigere la sostituzione dell’intero equipaggio romeno delle due unità battenti bandiera inglese con personale greco e addirittura l’ampliamento dell’armamento della nave. In un comunicato pervenuto all’Ansa Adriatic LineS afferma che malgrado la rimozione temporanea del «blocco illegale», alla compagnia «è stato “raccomandato” da parte delle autorità greche «di non riprendere il servizio, per evitare il probabile nuovo sequestro dei traghetti». Il presidente della compagnia, Marco Alberti, definisce «inaccettabile» che nell’Unione europea «ci possano essere ricatti protezionistici di questo tipo» e che un paese sia «ostaggio di interessi clientelari da parti di chi vuole impedire la libera concorrenza». E sottolinea che «la sopravvivenza stessa della nostra attività è ora messa a dura prova».

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