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l’ultimatum

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Ultimatum della Uiltrasporti sulla vertenza Tirrenia: «Se in questa settimana non si avranno risposte concrete che possano dare certezze sul futuro dei lavoratori, a partire dalla prossima potremmo dichiarare, in via straordinaria, scioperi non preavvisati nelle diverse sezioni di ogni singola nave con modalità e tempi anche prolungati che verranno di volta in volta stabiliti dalle assemblee degli equipaggi».

Caronia ricorda di aver formalmente richiesto al Governo di «riconsiderare, prima di assumere una qualsiasi decisione sull’offerta di Mediterranea Holding, la scelta di cedere il 100% di Tirrenia e di mantenere comunque almeno un 25% del pacchetto azionario a garanzia degli obblighi di servizio pubblico e delle condizioni occupazionali e contrattuali dei lavoratori». Il dirigente sindacale ha anche chiesto che la Siremar e le altre tre società regionali, Caremar (Campania), Saremar (Sardegna) e Toremar (Toscana), «le cui proprietà sono state già trasferite alle regioni interessate, rimangano, come peraltro unitariamente richiesto dalle organizzazioni sindacali regionali, a controllo pubblico in quanto queste aziende svolgono un servizio che non può essere considerato da nessuno, Ue compresa, come un settore del mercato paragonabile agli altri e come dimostra l’esistenza di altre compagnie regionali marittime in diversi Paesi europei».

La Uiltrasporti rileva che in Tirrenia ha il 32,7% (maggioranza relativa) degli iscritti alle organizzazioni sindacali rispetto al totale parziale del 72,7% di Cgil, Cisl, Uil e al complessivo 100% degli iscritti a tutte le altre organizzazioni comprese le associazioni professionali mentre in Siremar (collegamenti fra la Sicilia e le isole) ha il 69,3% (maggioranza assoluta) degli iscritti alle organizzazioni sindacali rispetto al totale parziale del 79% di Cgil, Cisl, Uil e al complessivo 100% degli iscritti a tutte le altre organizzazioni comprese le associazioni professionali.

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