il colosso ci ripensa
carnival: «no a genovameglio andare a savona»
Se una nave da crociera tocca il porto quattro volte in un anno, generalmente a Genova se ne accorgono solo i camalli e i turisti che sbarcano per mangiare il gelato. Se però questa nave è una Carnival, le cose cambiano. Perché si tratta della prima compagnia crocieristica al mondo, e soprattutto della casa-madre di Costa Crociere, che a Genova ha gli uffici, ma ha fatto di Savona il suo porto d’elezione.
Addio che i genovesi non sono mai riusciti a metabolizzare. Ieri il periodico Ship2Shore, diretto da Angelo Scorza, ha anticipato che Carnival sposterà a Savona i quattro scali inizialmente previsti nel 2011 a Genova. Stazioni Marittime, che gestisce il traffico passeggeri sotto la Lanterna, ammette che è così. E dalla società non nascondono «stupore» per la scelta del colosso americano.
«La programmazione dei quattro accosti per il 2011 - precisano da Stazione Marittime - ci era stata comunicata il 17 luglio scorso, attraverso l’agenzia della Carnival (la Cemar di Sergio Senesi). Il 29 luglio, la stessa agenzia comunicava la decisione assunta a livelli di “corporate” della compagnia di scalare il porto di Savona, senza specificarne le motivazioni». La revoca, secondo quanto si afferma in ambienti marittimi genovesi, sarebbe il frutto di pressioni effettuate da Costa Crociere sul gruppo Carnival.
«Difficile - dice un esperto del settore interrogato dal Secolo XIX, che vuole rimanere anonimo - che per quattro toccate si muova la corporate, cioè la sede centrale». «Il decollo di Stazioni Marittime a Genova sta cambiando gli equilibri del settore crociere - hanno affermato alcuni operatori all’agenzia Ansa - e con il traffico generato da Msc la competizione è altissima».
ALBERTO QUARATI
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