crociere
costa: «ponte parodi?non ci interessa»
«Ponte Parodi? Servirà a dare più spazio alle navi dei concorrenti. Che si aggiunga questa opportunità di sviluppo per noi è un fattore positivo, ma per quanto ci riguarda resteremo a Savona, città che ci ha accolto in maniera aperta e decisa dieci anni fa». Costa Crociere dice “no” alla nuova banchina che sorgerà a fianco del centro commerciale di Ponte Parodi, Costa Crociere torna a dire “no” a un possibile ritorno - anche parziale - delle sue partenze a Genova. «Il mondo delle crociere d’altra parte è diviso in due - spiega nei cantieri di Marghera il direttore generale Gianni Onorato al termine del varo della nuova ammiraglia - 50% è rappresentato dal gruppo Carnival e noi, l’altro 50% gli altri. A Genova si stanno moltiplicando le presenze di Royal Caribbean, Msc e altre. Ponte Parodi servirà a loro». Genova contro Savona, per Costa Crociere, è una battaglia di campanile che non esiste. I vertici del gruppo crocieristico non sono spaventati dal sorpasso dei numeri che il capoluogo ha fatto registrare. E la mossa di soffiare le quattro “toccate” di Carnival promesse a Genova, per Onorato, non è un’azione di contrasto bensì una coincidenza. «Livorno ha negato loro le banchine all’ultimo, e noi avevamo il terminal libero». Prosegue l’idillio all’ombra della Torretta («dove stiamo costruendo una nuova stazione marittima»), e pazienza se la somma dei competitor muoverà più passeggeri. «Non snobbiamo Genova, abbiamo 700 dipendenti a palazzo Costa. Savona ci ha accolto con straordinaria velocità quando Genova scelse i traghetti alle crociere, ed è l’unica città al mondo che ha fatto seguire un corso ai propri vigili per accogliere i crocieristi. Siamo la prima azienda per volume di visitatori portati all’Acquario - continua - diamo lavoro a molte aziende di trasporto. Credo che Savona renda un buon servizio a Genova».
Sul tavolo del brindisi post-varo di “Favolosa” ci sono i modellini degli altri gioielli della flotta. Con “Fascinosa”, che assaggerà l’acqua nel 2012, Costa avrà in tutto 16 navi. Una previsione di 2,1 milioni di ospiti nel 2010, la crisi non ha fermato il primo gruppo crocieristico del continente (più 17% rispetto all’anno scorso). Una crisi combattuta riducendo i costi e puntando decisamente sulle famiglie, e che allo stop degli ordini di nuove navi ha preferito la vendita di una delle unità più datate (“Europa”, noleggiata a Thomson Cruises). E poi più attenzione al mercato tedesco - messo meglio di quello iberico -, rafforzamento della presenza in Cina e a Dubai e la nuova idea di lanciare una crociera che tocchi le grandi capitali del nord Europa. Chi si ferma è perduto. Ma non significa che chi da tempo corre non possa decidere di rallentare. Al grido di dolore del direttore del cantiere di Marghera Attilio Dapelo, che ha annunciato per il 2011 l’arrivo della cassa integrazione, Onorato ha risposto ieri rimandando l’eventuale annuncio della costruzione di nuove navi alla fine dell’anno (arriverà, ma si vocifera di una sola commessa). «Quando non sappiamo cosa rispondere - scherza il dg Costa - rispondiamo sempre con la stessa frase: mai dire mai».
Daniele Grillo
grillo@ilsecoloxix.it
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