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il governo si spaccasulla privatizzazione

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TIRRENIA nel caos: è un giallo la linea del governo sulla privatizzazione, con Altero Matteoli che da Rimini detta una linea e il sottosegretario allo Sviluppo economico Stefano Saglia, parlando alla radio, un’altra. Intanto il numero uno di Moby Vincenzo Onorato si prepara a ufficializzare l’offerta per rilevare la società pubblica, assicurando che manterrà i livelli occupazionali così come i salari. Ad aprire le danze, ieri, il ministro dei Trasporti che al Meeting dell’Amicizia annuncia la convocazione dei sindacati per il sei settembre: all’incontro parteciperanno anche la presidenza del Consiglio, i ministeri dell’Economia e del Lavoro e l’amministratore straordinario Giancarlo D’Andrea. «La convocazione è slittata di qualche giorno - ha sottolineato Matteoli - perché è giusto che io sappia qualche cosa in più perché la convocazione dei sindacati soltanto per il gusto di rispondere a una loro richiesta non mi appartiene, io voglio anche arrivare all’appuntamento dando loro qualcosa di concreto». Peccato che il sottosegretario Saglia, po co dopo, in un’intervista su Radio Uno parli già di “ricetta Alitalia” come unica possibilità di salvare l’azienda: «Francamente non riesco a vedere oggi altra situazione - ha detto - Era giusto provare la privatizzazione, guardare nel mercato se c’erano soggetti interessati ad acquisire tutta l’azienda, ma purtroppo le cose non sono andate così». In verità, il fallimento era dovuto - per dichiarazione degli stessi interessati - al fatto che la gara era stata fatta per Tirrenia e Siremar insieme. Ma la linea è chiara: il governo si prepara ad accollarsi i 600 milioni di debiti, lasciando la polpa ai privati. Come per Alitalia. Matteoli, dice di non saperne nulla: «Telefonerò a Saglia per chiedere chiarimenti» spiega ai giornalisti. Il Pd, va all’attacco: «Governo nel caos, Matteoli venga in Parlamento a spiegare - tuona il deputato Mario Tullo - come avevamo previsto, questa privatizzazione si sta rilevando un fallimento».

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