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IL RETROSCENA

NESSUNO PAGALA NAVE DEI SOGNI

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L’interesse dei cinesi per le vacanze in crociera è in crescita, ma i crocieristi del Far East dovranno aspettare ancora prima di salire su una nave made in Asia. Uno dei progetti più avanzati in questa direzione, quello di Samsung Heavy Industries, è infatti slittato di almeno sei mesi, a causa della difficoltà a assicurare i finanziamenti. Si tratta della nave “Utopia”, per la quale è stata firmata una lettera d’intenti nel novembre 2009, non ancora confermata. Secondo i piani, “Utopia” avrà una stazza di 100.000 tonnellate e sarà lunga 296 metri. Il contratto formale doveva essere firmato al principio del 2010, poi la firma è slittata a luglio e adesso si parla della fine dell’anno.

L’industria europea può quindi ancora godersi la leadership nel settore, o meglio il monopolio, visto che la quasi totalità delle navi da crociera è costruita da Fincantieri, Stx Europe (che però è partecipata dai coreani) e Meyer Werft, o da cantieri minori, ma sempre in Europa, come i genovesi Mariotti.

Il progetto su cui sta lavorando Samsung è stato commissionato da Utopia Residences, una società di Beverly Hills che da subito ha manifestato interesse per l’aspetto di investimento immobiliare della nave, piuttosto che per quello armatoriale. L’obiettivo infatti non è quello di offrire pacchetti da una o due settimane, ma di vendere le lussuosissime “cabine”, la metà delle quali in realtà sono appartamenti di grandi dimensioni. Le stanze tipo albergo saranno 204 e gli appartamenti 200, dotati di almeno due o tre stanze, cucina, soggiorno e bar con collegamento a Internet ad alta velocità. I prezzi andrebbero, se l’operazione si concluderà positivamente, da 3,9 milioni di dollari per un appartamento da circa 140 metri quadrati a 25 milioni di dollari per quelli da 660 metri quadrati fino a quello più costoso da 160 milioni.

L’idea, simile a quella di “The World”, è di mantenere la nave in servizio costante sui mari di tutto il mondo, all’inseguimento degli eventi di richiamo internazionale, come il festival del cinema di Cannes o il carnevale di Rio. A finanziare il progetto, del costo di 1,1 miliardi di dollari, è in larga parte il fondo private equity Frontier Group. Ma evidentemente il momento non è dei migliori e qualche ostacolo ha consigliato di posticipare la firma definitiva e l’avvio dei lavori. Secondo un funzionario di Samsung ascoltato da Asiasis, «Utopia sta incontrando difficoltà nel trovare il finanziamento per l’acconto, questo è il motivo per cui la firma formale del contratto è stata ritardata. L’accordo sarà siglato alla fine di novembre o al principio di dicembre».

La prima nave da crociera costruita in Estremo Oriente farebbe probabilmente da apripista per ulteriori progetti, visto che, anche se Utopia non è destinata al mercato locale, i crocieristi asiatici sono in aumento e già da qualche anno le compagnie europee e americane sono arrivate a contendersi questi nuovi clienti. Lo Shanghai Port International Cruise Terminal è stato inaugurato nel 2008, ma nella stessa città è in costruzione un altro terminal, lo Shanghai Wusongkou Terminal, che sarà completato nel 2012 e porterà la capacità complessiva dello scalo a otto navi al giorno. Le navi che hanno toccato il porto cinese come home-port saranno 66 nel 2010 contro le 32 del 2009.Gli esperti prevedono che il mercato cresca del 5% quest’anno e che continui a espandersi nel prossimo decennio.

ALBERTO GHIARA

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