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Privatizzazione

In Corsa per Tirreniarimangono in sedici

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In cinque escono di scena e in sedici passano alla fase successiva. La procedura di privatizzazione di Tirrenia si avvia a entrare nel vivo. Oggi il commissario straordinario Giancarlo D’Andrea ha inviato le lettere di invito a 16 dei 21 soggetti che avevano presentato manifestazione di interesse. Si apre quindi la fase di “due diligence”, che prelude alla presentazione delle offerte. Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, allontana lo spettro della cigs contro la quale ieri i sindacati hanno proclamato uno sciopero: al momento - ha spiegato - è solo «una richiesta».

«Come annunciato, e conformemente agli impegni comunitari assunti, l’amministrazione straordinaria di Tirrenia ha inviato in data odierna le lettere di procedura a sedici soggetti che, avendone i requisiti richiesti, hanno manifestato interesse», spiega il commissario D’Andrea in una nota, precisando che «in questo modo è stata avviata la fase di “due diligence” (esame economico-finanziario e legale della società, ndr) che prelude alla presentazione delle offerte». A breve seguiranno le lettere di procedura per la controllata siciliana Siremar. In attesa di conoscere i soggetti inseriti nella short list, è certo che figurano «alcune offerte di livello», come ha spiegato Matteoli, auspicando che «si concretizzino nel definitivo acquisto». Ai nastri di partenza della privatizzazione si erano presentati in 21 (e 5 per Siremar), sia italiani che stranieri, da Mediterranea holding, la società partecipata dalla Regione Sicilia che aveva vinto la precedente gara poi annullata, all’armatore Alexis Tomasos con la Costantino Tomasos, dall’armatore sorrentino Aponte attraverso Snav all’imprenditore italo-americano Antony Cerone. E un nuovo potenziale acquirente si è materializzato proprio ieri: l’iniziativa congiunta degli armatori napoletani Aponte, Grimaldi e Onorato che hanno creato la società Compagnia italiana di navigazione proprio per rilevare Tirrenia.

Un’iniziativa accolta positivamente dai sindacati che però chiedono che non si arrivi al temuto spezzatino: «Credo e spero che la nuova cordata nasca da un preciso progetto industriale in cui non sia presente il famigerato spezzatino che abbiamo aspramente combattuto», afferma il segretario generale della Uil trasporti Giuseppe Caronia, che chiede anche al Commissario di ritirare la procedura di ricorso alla cassa integrazione straordinaria a rotazione per 722 marittimi a partire da dicembre. Una misura contro cui i sindacati hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per il 22 novembre. A rassicurare è intanto iMatteoli, che precisa che «per ora c’è una richiesta. Essendo molto complessa la privatizzazione - ha spiegato -, avevamo insistito con Tremonti e Sacconi perché anche in questo settore ci fosse la cig. Qualora ce ne fosse bisogno, la useremo».

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