compagnie in difficoltà
mediterraneo in crisiclienti americani in fuga
Miami - Le compagnie crocieristiche americane stanno guardando con una certa preoccupazione agli sviluppi della stagione estiva del 2011 nel Mediterraneo. In effetti gli scorsi anni i marchi più prestigiosi avevano scelto di aumentare la loro presenza in quest’area, più promettente rispetto al mercato dei Caraibi, che nel corso del tempo si è stabilizzato in maniera sempre crescente.
Ad esempio, per quest’anno Royal Caribbean Cruise Line ha posizionato nel Mediterraneo 11 navi - cioè la metà della sua flotta - in Europa. Non da meno è stata Carnival, che ha destinato il 25 per cento della capacità dei suoi marchi nordamericani nel Vecchio Continente, a fronte del 17 per cento dello scorso anno.
Ma i costi sempre più alti dei biglietti aerei - dovuti ai rincari del petrolio - e alcune toccate in questo momento piuttosto impopolari come l’Egitto o la Tunisia stanno danneggiando la domanda. Lo scorso mese, Royal Caribbean ha annunciato che, per sostenere le crociere in Europa, avrebbe abbassato i prezzi dei propri pacchetti.
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