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Napoli sotto chocper l’aggressione

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Napoli. Sono stazionarie le condizioni del turista americano Oscar Antonio Mendoza, di 66 anni, ricoverato all’ospedale «Loreto Mare» dopo l’ aggressione subita il 18 maggio da due scippatori che volevano strappargli l’orologio Rolex. «Il paziente resta sedato ed intubato - affermano fonti sanitarie - ed in mattinata sarà sottoposto ad una nuova tac per verificare lo stato di riassorbimento dell’ ematoma alla testa. La prognosi resta riservata». Intanto in città resta forte la protesta delle associazioni del commercio e degli operatori portuali e turistici per il grave episodio, che segue altre aggressioni a turisti. Il presidente della società “Terminal di Napoli spa”, Nicola Coccia, che gestisce lo scalo crocieristico, ha annunciato al quotidiano Il Mattino che farà collocare cartelli rivolti ai turisti con avvisi del tipo “Fuori di qui rischiate la vita”. Confcommercio e Confesercenti parlano di mancanza di controllo del territorio da parte delle forze dell’ ordine e sottolineano lo stato di illegalità diffusa intorno al porto - che riceve circa un milioni di crocieristi all’ anno - dove si vendono liberamente prodotti contraffatti come borse, occhiali e capi di abbigliamento di marca.

La provocatoria iniziativa annunciata dal presidente Coccia dopo l’aggressione del 18 maggio al turista americano nei pressi del porto di Napoli vuole sottolineare i rischi ai quali va incontro l’ industria crocieristica a Napoli. Coccia ha annunciato che farà collocare nell’area a ridosso della Stazione Marittima, cartelli per avvisare i crocieristi del «pericolo di vita» che correrebbero avventurandosi per le strade adiacenti. Il traffico crocieristica porta oltre 1 milione e 300 mila passeggeri all’anno in città, con notevoli ricadute economiche per il capoluogo partenopeo. «La mia - afferma Coccia - non è una semplice provocazione. Se non cambierà qualche cosa, siamo e saremo costretti a comunicare alle società crocieristiche il pericolo che rappresenta la città di Napoli per i passeggeri». Bruno Castaldo, avvocato marittimista e past president del “Propeller Club Napoli”, ritiene che ad agire dovrebbero essere le autorità preposte a questo tipo di controlli:’’ Non voglio fare polemiche inutili ma ho lo studio nella zona adiacente al Porto e conosco di vista i borseggiatori e gli scippatori che operano in zona. Tutti sanno,ad esempio, dell’ arte del “paccotto” che viene rifilato alle spalle dell’edicola di Piazza Municipio. Insomma c’è un certo lassismo da parte dei controllori istituzionali».
Sotto accusa degli operatori, insomma, non è il porto - che ha ottemperato da tempo ai problemi di sicurezza - ma le autorità che non garantiscono il controllo del territorio per cittadini e crocieristi,fuori dall’ ambito portuale. Confcommercio e Confesercenti segnalano la vendita indisturbata di merce contraffatta a pochi metri dalla Stazione Marittima.

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