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Fincantieri, in campoanche i privati

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Genova - Mentre cresce l’attesa per l’ incontro di venerdì a Roma, la società civile ed economica si stringe intorno a Fincantieri: a quello che rappresenta nell’ industria italiana e agli operai. Da Sestri Ponente giunge un segnale che i sindacati interpretano come di grande unità: i dirigenti dello stabilimento incontrano le rsu e diffondono una nota - a firma del direttore dello stabilimento, Mauro Leboffe - nella quale si sottolinea che anche loro, i dirigenti, «appartengono a questo cantiere e non ne auspicano la chiusura». E che «si faranno parte attiva per arrivare alla migliore soluzione possibile per il cantiere» stesso. Da Napoli, invece, giunge un’altra testimonianza di comunanza con la società armatrice Deiulemar di Torre del Greco che dichiara di essere pronta a dirottare nello stabilimento Fincantieri di Castellammare la costruzione di sei navi bulk- carrier, programmata in Asia. Non è poco, significa lavoro per almeno quattro anni. Ad alcune condizioni: «Immediata firma dei pre-accordi, possibilità di lavorare con prezzi competitivi, rispetto dei tempi di consegna da parte del cantiere». E, soprattutto, «che i lavori vengano esclusivamente eseguiti a Castellammare e non in atri stabilimenti Fincantieri». La notizia si diffonde dopo che i dirigenti della Deiulemar - Pasquale Della Gatta, Angelo Della Gatta e Leonardo Lembo - ne hanno discusso con il governatore campano Stefano Caldoro e con l’assessore Marcello Taglialatela, ai quali l’azienda aveva chiesto un incontro nei giorni scorsi. Spiega Angelo Della Gatta: «Operiamo da cinquant’anni in questo territorio e, quando possibile, ci impegniamo con passione nell’interesse della collettività». Gli fa eco il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, impegnato su un uguale fronte: «Stiamo lavorando con grande intensità per aiutare Fincantieri a trovare nuove commesse».E sottolinea che i prossimi «incontri con il Governo e con l’azienda devono rappresentare un momento di svolta»; la cantieristica va sostenuta «anche con commesse pubbliche nel caso di Riva e di Muggiano, per salvaguardare un patrimonio che questo Paese non può perdere». Stamani davanti allo stabilimento di Riva Trigoso, dove un colorito presidio con tanto di famiglie da giorni blocca l’ ingresso al cantiere, è giunta una delegazione del Pd composta da parlamentari fino a consiglieri locali. Non solo solidarietà ma anche l’idea che il pubblico deve impegnarsi. Invece, fino ad oggi «non ha neppure finanziato le quattro unità Fremm già previste». Dovunque, la stessa richiesta: rilancio invece di chiusura, investimenti invece di tagli alle risorse finanziarie. E in attesa dell’incontro del 3 a Roma e di quello tra Pd e il commissario Ue ai trasporti, Tajani, domani sarà un’altra giornata di lotta. A Genova scenderanno in piazza i lavoratori della Sede direzionale genovese di Fincantieri, insieme con il Cetena e Orizzonte Sistemi Navali.

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