l’incontro coi sindacati
tirrenia, nuove promessema ancora nulla di scritto
Roma - Ieri si è tenuto a Roma il nuovo incontro tra i rappresentanti della Tirrenia e della Compagnia Italiana di Navigazione, quest’ultima rappresentata dall’avvocato Maggi per essere assente l’amministratore delegato Ettore Morace.
L’incontro non ha prodotto nulla di nuovo rispetto il precedente del 7 giugno, e dalla Cin non è stata presentata alcuna nota scritta circa il piano industriale. La Usclac/Uncdim ha ribadito la richiesta del mantenimento della contrattualistica vigente (Regolamento organico e Ccnl per comandanti e direttori di macchina non in r.o.), in fase di rinnovo per essere scaduti il 31 dicembre 2010.
Usclac/Uncdim ha ribadito la sua posizione perché «ci è parso di intendere che Cin, nei propri proponimenti di revisione della vigente contrattualistica, non voglia fare riferimento nè a Confitarma nè a Fedarlinea. La nostra posizione trova fondamento negli otto anni di sovvenzione che accompagneranno la Nuova Tirrenia e che lo sbandierato salvataggio della vecchia Tirrenia non viene effettuato esclusivamente con risorse economiche private ma anche con sostanzioso intervento dello Stato».
La Fit-Cisl precisa che «il confronto è proseguito sulla scorta di una proposta avanzata dalla nuova compagine societaria. La Cin, premesso che non aderisce ad alcuna organizzazione datoriale - spiega la Fit-Cisl in una nota - ha proposto l’immediata assunzione di tutti i marittimi di Tirrenia, compresi quelli in turno particolare e stagionali, con la garanzia retributiva uguale a quella sino ad oggi percepita, il mantenimento integrale di tutti gli occupati, in attesa di definire, entro i sei mesi successivi dal prossimo primo luglio, un nuovo organico assetto contrattuale».
Il segretario nazionale della Fit-Cisl, Beniamino Leone, ha ribadito con nettezza le posizioni della federazione, a partire dal «prolungamento oltre i due anni dell’obbligo di mantenere in servizio tutti i marittimi, a quello di una sostanziale continuità contrattuale e dell’occupazione, che non pregiudichi in alcun modo i lavoratori, soprattutto in vista della riaffermata volontà da parte dei nuovi armatori di recuperare ampie quote di mercato e di offrire maggiori servizi di migliore qualità, per attirare quella fetta cospicua di clientela che negli ultimi anni ha abbandonato Tirrenia»
«La Fit-Cisl - prosegue la nota del sindacato - ha chiesto che fosse presentata da parte di Cin una proposta formale sulla quale si riserva di esprimere un approfondito parere di merito. Molti restano i punti da chiarire e le reali prospettive. Solo una rigorosa analisi di tutte le ricadute sui lavoratori e sul servizio potrà dirci se finalmente si è imboccata la strada giusta per una positiva conclusione della privatizzazione di Tirrenia».
«La Fit-Cisl - Leone - richiama il senso di responsabilità della nuova proprietà e ribadisce la disponibilità del sindacato a trovare un accordo complessivo, che tuteli sotto ogni forma i lavoratori e offra crescenti possibilità di rilancio e sviluppo alla nuova Tirrenia, necessarie a garantire quelle linee di comunicazione che risultano vitali per aree già fragili del Paese.
In una lettera inviata alla Compagnia Italiana di Navigazione, e alla Fedarlinea, la Federmar-Cisal , attraverso una serie di considerazioni, espone la propria posizione sul merito delle tematiche di carattere sociale dell’incontro romano di ieri.
Sul piano del trasferimento del personale, per il sindacato il rapporto di lavoro che sarà acceso ex-novo con i dipendenti provenienti dalla Tirrenia dovrà risultare in armonia con la legislazione vigente ed essere a tempo indeterminato.
Inoltre, il periodo di garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali dovrebbe essere aumentato rispetto ai due anni proposti. Sempre in tale ambito, infine, in analogia a quanto sta avvenendo nella privatizzazione delle società regionali, la Federmar-Cisal giudica che sarebbe quanto mai corretto effettuare la sistemazione del rapporto di lavoro di almeno una parte di quel personale impiegato dalla Tirrenia in regime di precariato.
Circa il contratto di lavoro da applicare, la Federmar-Cisal manifesta la propria disponibilità alla creazione di uno apposito per il personale dei traghetti, premettendo tuttavia che determinati paletti - quali il rispetto delle vigenti disposizioni in materia di sicurezza del lavoro e degli orari di lavoro, la costanza del rapporto di lavoro, la formazione degli equipaggi con personale italiano o comunitario – dovranno essere rigidamente osservati.
La Federmar-Cisal, al fine di partire con il piede giusto nel confronto che si sta per aprire sul tavolo sindacale, confronto che interesserà direttamente il futuro di centinaia e centinaia di lavoratori e delle loro famiglie, anticipa che ben difficilmente potranno essere accettate compressioni e/o riduzioni delle condizioni contrattuali dei lavoratori.
Se una sfida si deve intraprendere per fare decollare questa iniziativa nel settore dei collegamenti con le isole, è soprattutto l’imprenditore che deve dimostrare la propria capacità a contenere i costi dei servizi prima di incominciare a pesare sulle spalle dei lavoratori e, a parere dell’organizzazione, di sforbiciate se ne possono fare tante.
Ieri inoltre a Genova, è stato approvato all’unanimità in consiglio regionale un ordine del giorno, presentato da Sergio Scibilia (Pd) e Gino Garibaldi (Pdl), sottoscritto da consiglieri di tutti i gruppi, che impegna il presidente della giunta ad attivarsi presso il ministero dei Trasporti perché Cin garantisca, per gli otto anni previsti dalla convenzione, i livelli e le qualifiche occupazionali della sede genovese.
Il documento chiede inoltre alla nuova società l’impegno a potenziare tutte le attività svolte dalla Tirrenia nel capoluogo ligure al fine di conciliare il mantenimento dei livelli occupazionali con una produttività competitiva e mantenendo il personale amministrativo in loco.
Infine l’ordine del giorno chiede che si valuti l’opportunità di potenziare la presenza della compagnia di navigazione in Liguria attraverso l’introduzione di nuove rotte considerata la posizione strategica della Liguria al fine di garantire un servizio di collegamenti soddisfacente sul territorio. Il documento approvato ieri dal Consiglio regionale è scaturito da un incontro fra la commissione attività produttive del Consiglio regionale e le organizzazioni sindacali.
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