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crociere, 23 navientro quattro anni

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La grande festa degli anni passati non ci sarà più nel settore delle crociere. Ieri l’Associazione europea delle crociere (Ecc) ha presentato i dati sul 2010 e le prospettive per i prossimi anni. Su tutte le cifre svetta il 23: sono le navi che saranno varate tra quest’anno e il 2014, con un investimento di 10,8 miliardi di euro, per 60.630 passeggeri.

Tra queste cattedrali del lusso marino ci saranno le nuove gemelle Costa, la “Favolosa”, che scenderà in acqua , seguita nel 2012 da “Fascinosa”, costruite da Fincantieri, più altre due unità in costruzione per AidaCruises in Germania, con consegna nel 2012 e nel 2013.

Secondo il rapporto dell’Ecc in quattro anni prenderanno il mare 23 nuove navi, ma saranno 8 nel 2011, 8 nel 2012, poi 4 nel 2013 e solo 3 nel 2014. Un trend in calo. «Noi probabilmente costruiremo meno rispetto ad oggi – dice il direttore generale di Costa Crociere, Gianni Onorato – per almeno tre o cinque anni. Il settore continua a crescere perché i fondamentali economici sono solidi, ma stanno crescendo anche i costi mentre i prezzi non possono farlo e dunque si riducono le possibilità di investimento».

Sul prossimo imminente ordine a Fincantieri il Dg di Costa, che sottolinea il fatto che «noi siamo un’eccezione nel settore, e continuiamo a crescere», non si sbilancia: «Lo faremo è evidente, perché non operiamo con navi di seconda mano. Ma ancora non sappiamo quando partirà l’ordine. Comunque, il nostro obiettivo è risalire la china. Per questo vogliamo anche capire come Fincantieri intende lavorare nei prossimi anni».

Più ottimista Manfredi Lefebvre d’Ovidio, presidente di Ecc: «L’industria delle crociere sta aiutando la ripresa economica europea, creando occupazione nella cantieristica, nei porti e come catalizzatore per il turismo» ha spiegato. «Il mercato è fiorente - aggiunge Pierfrancesco Vago, vicepresidente dell’Ecc e ceo di Msc Crociere -. Lo scorso anno, infatti, 5,5 milioni di europei hanno scelto di andare in crociera in Europa» di cui 4,4 dall’Ue e il resto da altri Paesi, con un’occupazione del settore che ha toccato le 300mila unità.

L’industria, spiega il rapporto annuale elaborato da Ecc, ha generato un giro di 35,2 miliardi di beni e servizi, con un aumento delle prenotazioni del 9,3% sul 2009, il che ha portato il settore, in Europa, ad occupare il 30% del mercato mondiale.

In calo invece il Nord America. In Europa la crescita c’è, e premia in particolare i porti liguri di Savona e Genova, che con Venezia e Civitavecchia fanno la parte del leone con ben 1,9 milioni di passeggeri imbarcati. In questo settore l’Italia è anche il Paese che investe di più in Europa. Nel 2010 sono stati spesi 4,5 miliardi di euro, il 31,4% del totale, la Gran Bretagna, al secondo posto nella classifica, arriva appena a 2,5.

LORENZO ROBUSTELLI

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