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LA STANGATA

VIAGGIARE IN TRAGHETTODIVENTA UN LUSSO

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Genova - LA STANGATA delle vacanze è arrivata: per i portafogli degli italiani che si apprestano a partire per le ferie si prospetta un’estate nera. I prezzi dei carburanti si impennano, crescono i costi delle strutture di ricezione e aumentano le tariffe dei trasporti a prescindere dal mezzo scelto. A certificare lo scenario negativo per i consumatori del Belpaese sono i dati comunicati ieri dall’Istat. Secondo quanto fa sapere l’Istituto nazionale di statistica, il tasso di inflazione ha raggiunto a giugno il 2,7%, crescendo di un punto percentuale rispetto a maggio. Su base annua, si tratta del livello più elevato dal novembre 2008, quando il ritmo di crescita dei prezzi si era attestato proprio al 2,7%.

A spingere in alto i costi sono soprattutto i rincari dei carburanti e dei trasporti. La benzina verde è aumentata dell’11,9% rispetto al giugno 2010 e anche il prezzo del gasolio ha osservato un rally clamoroso, salendo in un anno del 14%.

In prospettiva, la situazione è ancora meno rosea, anche perché sembra che all’interno della manovra in discussione al Parlamento sarà confermato l’aumento delle aliquote delle accise.

Stando alla traduzione “in cifre” effettuata dal Codacons, un pieno di verde costa 10 euro in più rispetto all’anno scorso e uno di diesel 12 euro in più. E nel complesso, l’aggravio causato dal caro-benzina varrebbe 500 milioni di euro. Inoltre, secondo l’associazione dei consumatori il quadro può anche peggiorare: «Se si considera che i prezzi non includono ancora l’aumento delle accise deciso dal governo, ecco che la stangata è destinata a salire ancora per chi partirà in agosto».

Come se non bastasse, un’ulteriore beffa per chi si mette in viaggio sarà lo sciopero dei benzinai previsto per il 27 e il 28 luglio, proprio in coincidenza con il periodo del mese in cui si concentra il maggior numero di partenze.

Con l’aumento dei prezzi dei carburanti, sono state ritoccate al rialzo anche le tariffe del trasporto aereo, marittimo e ferroviario. A giugno, i biglietti degli aerei hanno subito un balzo del 6,9% rispetto al mese precedente e del 13,8% su base annua. La stessa sorte è toccata ai prezzi dei treni, rincarati del 2% (+8,4, se si fa il confronto con il giugno 2010). Ancora più marcato il caro-traghetti. I rincari più consistenti si sono registrati infatti nella mobilità via mare: rispetto all’anno scorso, per i viaggiatori italiani spostarsi in nave è costato più della metà (+52,8%). Secondo il Codacons, «qualunque mezzo il consumatore deciderà di utilizzare per raggiungere la meta prescelta, si troverà a pagare aumenti record, in media il 15% in più rispetto al 2010».

Dello stesso tono anche il commento di Federconsumatori e Adusbef: «Sicuramente questi rincari influiranno sulle prossime vacanze, che già registrano un calo dei vacanzieri».

Che il turismo made in Italy rischi di essere penalizzato dall’impennata dei costi lo confermano anche i dati Istat relativi agli altri settori più colpiti dall’inflazione nel mese di giugno. Rispetto al 2010, i prezzi dei servizi di alloggio in generale sono cresciuti del 3,9%. Rialzi ancora più ampi sono stati registrati negli stabilimenti balneari, dove le tariffe sono aumentate del 4,3%.

Un’indagine svolta dall’Osservatorio permanente sulle proposte di viaggio, coordinata da Federconsumatori e dall’Ente bilaterale nazionale del turismo, ha rilevato invece che l’anno scorso nelle località balneari italiane il prezzo medio di un trattamento di pensione completa in camera doppia in un hotel da due a quattro stelle era cresciuto del 2,2%. Al di là dell’entità degli aumenti, spiega lo studio, le prenotazioni per le vacanze da parte degli italiani risultano ai minimi storici.

MAURIZIO DI LUCCHIO

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