Traghetti
L’ira di Cappellacci:«Tirrenia? Indietro tutta»
Cagliari. «È l’ennesima dimostrazione di sciatteria di una compagnia che procede indietro tutta verso il passato.» Così il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci commenta la lettera con cui il commissario della Tirrenia, Giancarlo D’Andrea, comunica al ministero l’intenzione di immettere nei collegamenti Cagliari-Napoli, Palermo-Cagliari e Trapani-Cagliari un traghetto merci tipo “Puglia” con capacità di trasporto passeggeri per 80 persone, 19 nodi di velocità massima contro i 29 dei Fast Cruise-Ferry, varata nella metà degli Novanta per trasporto mercantile ro-ro.
«La Sardegna va in tutt’altra direzione - sottolinea Cappellacci - Con questo modo di concepire la politica dei collegamenti da e per l’Isola vogliamo chiudere per sempre: per quanto ci riguarda, il sistema Tirrenia è da abbattere e archiviare definitivamente». Domani il governatore sardo sarà impegnato in un’audizione presso la commissione Trasporti del Senato proprio sui temi della Tirrenia e dei collegamenti marittimi tra la Sardegna e la Penisola. Convinto oppositore del processo di privatizzazione che ha tagliato fuori la Regione portando l’ex compagnia pubblica agli armatori della Cin (gruppo Grimaldi, Moby Lines e Marinvest), Cappellacci ha ingaggiato una battaglia, anche in sede europea, contro quello che considera un monopolio fortemente penalizzante per i sardi. Quest’estate ha promosso la costituzione di una sorta di flotta sarda immettendo sulle rotte due traghetti, Dimonios e Scintu, che hanno collegato l’Isola con altri porti italiani.
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