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Burlando: esisteil cliente per sestri

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Genova. «Se Fincantieri vuole salvare il cantiere di Sestri, ci riesce». Ben intenso, se però lo vuole fare davvero. Claudio Burlando incontra il superministro Corrado Passera e il primo dossier che presenta al titolare di sviluppo economico, infrastrutture e trasporti è quello della navalmeccanica: i due ieri hanno parlato anche di Finmeccanica, di porti e di come far crescere le infrastrutture, di Terzo valico anche. Ma il focus è tutto su Sestri con il governatore che decide di bruciare sul tempo l’amministratore delegato Giuseppe Bono fornendo la propria versione sul futuro di del cantiere. La querelle va avanti da tempo con Burlando e il presidente del porto genovese Luigi Merlo che accusano l’azienda di non voler destinare navi a Sestri e l’amministratore delegato Giuseppe Bono che risponde di non volere ingerenze esterne nelle trattative commerciali. Ieri la nuova puntata dello scontro: il governatore, a quanto risulta al Secolo XIX, avrebbe fornito al ministro le evidenze che Regent, compagnia che fa capo allo stesso fondo (Apollo) dell’armatore Oceania Cruises, sarebbe disposta a costruire un’unità a Sestri Ponente, dove l’ultima nave in costruzione è targata proprio Oceania. Non si tratta di un ordine risolutivo a livello di occupazione, ma è il cosiddetto ordine della continuità: con quello lo stabilimento sopravvive anche dopo marzo, quando partita l’ultima nave si lavorerà per il restyling del cantiere, il ribaltamento a mare. Secondo le istituzioni genovesi si possono fare i lavori e contemporaneamente costruire navi, l’azienda frena parlando di problemi operativi, il timore dei lavoratori è quello di una chiusura temporanea che sia il preludio di una chiusura definitiva. Noi, ha spiegato Burlando a Passera, abbiamo fatto tutto quanto dovevamo per migliorare le infrastrutture del cantiere di Sestri, ma ora devono arrivare navi e un armatore disponibile c’è.
Se Bono dice diversamente, è il sottotesto, sbaglia e gioca contro Genova. Il ministro annota e incassa anche i complimenti del governatore ligure per aver sbloccato la vertenza su Termini Imerese: «Hai dimostrato che si può firmare un accordo tra Marchionne e tutti e tre i sindacati dei metalmeccanici: è il momento di unire». Parole che arrivano poche ore dopo lo scontro in Regione tra i sindacalisti Fiom e quelli di Fim-Uilm con tanto di urla: “venduti”.
Burlando ha ben presente che la tensione sta abbondantemente superando i livelli di guardia, e quindi accelera a caccia di una soluzione sperando nella sponda del governo: «Dopo Riva, dobbiamo salvare Sestri» è la parola d’ordine. Per il resto, il governatore strappa anche al ministro la promessa di una visita in Liguria dopo Natale: la regione dei tre porti, dell’industria pubblica e quindi nodale nel ministero di Passera che, su tutti i dossier, avrebbe mostrato disponibilità nei confronti di Burlando. Compresa la questione, invero molto spinosa, dell’autonomia finanziaria dei porti sinora negata alle Autorità portuali sia dai governi di centrodestra come quelli di centrosinistra.

Samuele Cafasso

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