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Il caso

Navi in Laguna, indagala Corte dei conti

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Venezia - Un esposto presentato da una associazione locale ha portato la Corte dei Conti di Venezia ad aprire un fascicolo d’indagine, lo scorso anno, sui possibili danni all’erario derivanti dal passaggio delle grandi navi in bacino San Marco. Al momento, l’indagine non ha portato alla nomina di consulenti tecnici, ma il procuratore regionale della Corte dei Conti, Carmine Scarano - come scrive il Corriere del Veneto - ha raccolto in questi mesi una copiosa documentazione e sentito informalmente alcuni tecnici. Al centro delle possibili indagini, l’eventuale correlazione che potrebbe esserci, allo stato solo sul piano dell’ipotesi, tra lo spostamento di ingenti masse d’acqua da parte dei «condomini del mare» e l’erosione riscontrata sulle rive del bacino e del canale della Giudecca per la cui manutenzione sono stati spesi in questi anni soldi pubblici.

«Quando è stato presentato l’esposto - spiega Scarano, - erano già avvenuti anche dei crolli di cornicione del Palazzo Ducale. Un ulteriore elemento che ha portato all’apertura del fascicolo d’indagine. È chiaro che si tratta solo di ipotesi di lavoro ma non potevamo tralasciare di capire se c’era una eventuale correlazione tra questi avvenimenti e il passaggio delle navi da crociera, ma anche di altri natanti, in bacino San Marco. Tra gli elementi da valutare anche le vibrazioni sonore subacquee, forse in via d’ipotesi ancor più dannose degli spostamenti delle masse d’acque». La questione, però, potrebbe comportare tutta una serie di perizie tecniche con costi molto elevati, e questo pare abbia determinato una certa cautela nel procedere nelle nomine in questi mesi, in sostanza, si è preferito raccogliere preliminarmente tutta una serie di documentazioni e di pareri tecnici in via informale.

«Sul piano personale - aggiunge Scarano - ritengo che i passaggi di navi di grosse dimensioni contengano in sé un elemento di danno, ma sul piano procedurale questo deve essere dimostrato da specifici atti. Un altro aspetto è quello della possibile pericolosità, in considerazione del fatto che l’errore umano è sempre possibile». A tale riguardo, il procuratore regionale rileva di giudicare positivamente l’accordo tra ministero dell’ambiente e autorità portuale per l’avvio del processo che porterà prima alla definizione di una rotta alternativa e poi alla realizzazione di uno scalo alla bocca di porto di Malamocco per le navi da crociera.

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