L’INTERVISTA
«L’EFFETTO CONCORDIA?»E’ DURATO UN MESE
Genova - Crisi europea del debito, effetti negativi delle primavere arabe sul mercato croceristico e, ciliegina sulla torta, incidente all’isola del Giglio non hanno spaventato Msc Crociere. Ad appena due mesi dalla consegna della sua prossima nave, la “Msc Divina” da 4.000 passeggeri, in arrivo il prossimo maggio, la compagnia partenopea scommette sul futuro con un’altra nave delle stesse dimensioni, che verrà chiamata “Preziosa” e nel 2013 verrà utilizzata nel Mediterraneo Orientale.
L’ultima stagione invernale di Msc, da novembre a marzo, si è chiusa con un +19% rispetto all’anno precedente, nonostante la risonanza internazionale dell’affondamento della Concordia. Le prenotazioni per l’estate, che di solito hanno il loro picco fra gennaio e febbraio, hanno però subito un rallentamento, spingendo la compagnia a reagire. L’anno prossimo per la prima volta la compagnia toccherà il Mar Rosso e le Antille Olandesi, mentre potenzierà la presenza in Sud America, con una nave da 4.000 passeggeri, e in Sud Africa. Msc insomma affronta la crisi con un atteggiamento aggressivo, che si basa su alcuni dati incoraggianti, come segnali di ripresa delle prenotazioni a fine febbraio e un recente sondaggio secondo cui l’84% degli italiani avrebbe fiducia nella sicurezza delle navi da crociera e il 55% sarebbe pronto a fare una vacanza in crociera nei prossimi 12 mesi. «Non dico che la nuova commessa sia frutto di questi dati, ma certo ci permettono di annunciarla con più gioia», afferma Domenico Pellegrino, (foto) direttore generale di Msc Crociere.
Perché avete deciso di acquistare la “Preziosa”?
«Era un’idea che valutavamo da nove mesi. Quest’ordine è particolarmente importante perché nell’industria delle crociere si sta respirando un’aria particolare. E’ un settore in trasformazione, ma l’azienda ha fiducia nel futuro di questo business».
In questi giorni tutte le compagnie sono riunite al Seatrade di Miami. Di che cosa stanno parlando?
«Stanno arrivando indicazioni complesse, in particolare per quanto riguarda il Mediterraneo. In primo luogo, l’Europa sta attraversando una congiuntura economico-finanziaria senza precedenti, che complica anche il quadro della domanda turistica. In risposta a questo, oltre a proporre prezzi compatibili con il potere d’acquisto del turista, c’è stata una modifica della politica di prenotazione, con tempi che arrivano molto più vicini alla data di partenza. La seconda indicazione che arriva riguarda i fattori di instabilità geopolitica, che non hanno giovato all’industria mediterranea delle crociere. Le primavere arabe hanno ridotto l’appeal di quest’area soprattutto presso il pubblico d’oltre Oceano».
A questo si è aggiunto l’effetto-Concordia.
«Gli effetti mediatici sono stati importanti, anche se noi non abbiamo avuto cancellazioni. Il nostro obiettivo invernale era di raggiungere un fattore di riempimento delle navi del 94% e lo abbiamo ottenuto. Ma abbiamo avuto un sensibile rallentamento delle prenotazioni per la prossima estate, che si sono normalizzate solamente alla fine di febbraio».
L’industria delle crociere e l’utilizzo di navi così grandi sono messi in discussione da questo incidente?
«No, è un episodio ascrivibile a errori umani. Queste navi sono forti e sicure, se non sono gestite in maniera impropria. Il successo delle crociere negli ultimi anni è dovuto a investimenti in qualità e sicurezza. Ma in questo caso ci sono state anche speculazioni che hanno colpito l’Italia, che pure al Seatrade ha confermato di essere leader europeo del settore. Ci sono altri paesi che ci contendono questo ruolo».
ALBERTO GHIARA
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