Traghetti
Tirrenia, in corsoresta solo Onorato
Napoli. La privatizzazione della Tirrenia si arricchisce di un nuovo colpo di scena: dopo l’addio di Gianluigi Aponte, dalla cordata Cin in attesa di rilevare la flotta pubblica si sfilano anche gli armatori napoletani Grimaldi. Del terzetto originale rimane quindi solo Vincenzo Onorato, patron della Moby Lines. È l’effetto prodotto dall’istruttoria dell’Antitrust europea, che aveva sollevato il problema di un monopolio delle rotte tra Continente e Sardegna, visto che i tre armatori di Cin gestivano con le loro flotte la quasi totalità di quel mercato. Se nella vecchia Cin gli armatori Aponte, Grimaldi e Onorato avevano quote uguali, ora sono in corso trattative per definire soci e assetti di potere all’interno della nuova società. In questo momento, l’ipotesi: è 40% Onorato, 15% al fondo Vsl Palladio, 15% al fondo Vertis.
Se le quote dovessero rimanere queste, è rebus vero su cosa ci sarà all’interno del rimanente 30%: dopo mesi di gelo, Moby - anche su pressione del governo - rilancia l’ingresso della Regione Sardegna. Ma ci sono anche trattative con un terzo fondo d’investimento, e sotto il profilo industriale ci sarebbe l’armatore greco-napoletano Tomasos, già reduce dalla prima (fallita) privatizzazione Tirrenia, che sarebbe interessato a scendere nuovamente in campo a fianco della compagnia spagnola Balearia, che ebbe tra i suoi fondatori nel 2005 proprio l’attuale amministratore delegato di Cin, Ettore Morace. Compagnie che sarebbero gradite all’Antitrust, perché a differenza di Grimaldi e delle due controllate di Aponte - Gnv e Snav - non hanno sovrapposizioni di linee con Tirrenia.
L’aspetto più originale della vicenda riguarda il possibile ingresso della Regione Sardegna con quota tra il 20 e il 30%. La giunta guidata dal berlusconiano Cappellacci è da sempre ostile all’operazione Cin, tanto da aver promosso numerosi ricorsi all’Antitrust e aver utilizzato la compagnia regionale - Saremar - per i collegamenti con il Continente, società finita a sua volta nel mirino dell’Authority con l’ipotesi di concorrenza sleale, dopo la denuncia di Moby e Gnv.
Capitolo fondi: il primo, Vsl-Palladio, è il braccio logistico-portuale dell’equity guidata da Roberto Meneguzzo, nota per aver lanciato a inizio anno un’offerta per il controllo del colosso assicurativo Fonsai. Vsl è entrata in società nel 2010 con la compagnia napoletana Perseveranza, per gestire due navi attraverso due società differenti. Gestisce in joint venture con Vei Capital il 22,1% del terminalista turco Global Port Holdings. Vertis invece è la società di gestione del risparmio guidata da Amedeo Giurazza, fondatore negli anni Novanta di Borsaconsult, che per un certo periodo rimase l’unica società di intermediazione mobiliare privata del Mezzogiorno.
Alberto Quarati
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