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Nave tradita dai turchi,si va di nuovo all’asta

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Genova - ERA LA NAVE dell’amore, è diventata la nave della discordia, inseguita dai creditori. “Pacific Princess”, dopo essere rimasta per anni a Genova, sequestrata per un contenzioso, nel novembre 2011 aveva finalmente trovato un acquirente, un cantiere turco, Cemsan, che l’ha comprata per 2,6 milioni di euro, il prezzo del ferro con cui è costruita. Il suo destino più probabile era lo smantellamento, ma l’affare è saltato per il mancato pagamento del saldo alla scadenza dello scorso 24 aprile, dopo che i turchi avevano già versato 490 mila euro. La nave più romantica del mondo, protagonista negli anni 1980 della serie televisiva “Love Boat”, sarà costretta a restare ancora sotto la Lanterna, dove non ha più a che fare con comandanti impomatati e coppie innamorate, come quando viveva sotto i riflettori, ma con giudici, periti e avvocati.

A reclamare il sequestro è stato un gruppo di creditori del comparto delle riparazioni navali, guidati dalla società San Giorgio al Porto, che nel 2009 aveva provveduto a bonificare la nave dall’amianto e a rimetterla a nuovo. Quando è stato presentato il conto, circa 8,5 milioni di euro di cui 7 per la sola San Giorgio, è arrivata l’amara sorpresa. L’armatore che aveva ordinato i lavori, la spagnola Quail Cruises Ship Management (gruppo Quail Travel), non aveva i soldi per pagare. Il giudice che segue il caso, Vincenzo Basoli, ha disposto una prima vendita nel 2010, ma prima l’opposizione di Quail ha frenato la procedura e poi il prezzo troppo alto ha costretto a indire una seconda gara a con base d’asta inferiore, quella vinta da Cemsan. «I dirigenti del cantiere turco - spiega l’avvocato Carlo Locasto, legale di uno dei creditori, la società di riparazioni Gennaro di Genova - hanno versato 260 mila euro, poi invece di saldare hanno pagato una serie di acconti fino a 490 mila euro. Infine non sono più stati in grado di pagare. La spiegazione data è che un incidente avvenuto nel cantiere ha rallentato l’attività riducendo gli introiti. Il 24 aprile scorso, non avendo ottemperato al pagamento, il giudice ha dichiarato decaduta la gara». Il nuovo tentativo di vendita sarà gestito con trattativa privata da Andrea Fertonani per conto del broker Ferrando& Massone, su una base di 2,2 milioni di euro. Le offerte verranno raccolte fino al 28 maggio, dopodiché in pochi giorni si saprà il nome del nuovo acquirente.

“Pacific Princess”, oggi ribattezzata semplicemente “Pacific”, è stata costruita nel 1971. Acquistata nel 1975 dalla compagnia Princess, fra il 1978 e il 1987 è stasita il set degli episodi di “Love Boat”, trasmessi in Italia a partire dal 1980. La sua parabola discendente è cominciata dopo essere stata coinvolta in una storia di droga, come avvenuto a molte vecchie glorie dello show-business. La nave fu sequestrata dalla polizia greca nel novembre del 1998, ad Atene, quando si scoprì che due uomini dell’equipaggio avevano nascosto a bordo un carico di 25 chili di eroina.

Nel 2002 Princess decise di venderla, ma la nave ha continuato sotto altre insegne la sua attività di nave da crociera, ai Caraibi e in Mediterraneo. Nel 2008 la marea della storia l’ha depositata a Genova, dove è già ospitata un’altra star cinematografica, il galeone “Neptune” su cui è ambientato il film “Pirati” di Roman Polanski e che oggi è un’attrazione per turisti al porto antico. La “Pacific” è approdata al distretto dell’industria navale, da dove avrebbe dovuto ripartire per una seconda giovinezza o, almeno, per un tramonto dorato dopo un’operazione di refitting. Finita nelle mani sbagliate al momento sbagliato, comprata da una compagnia spagnola con ambizioni nel mondo del turismo, ma le spalle non abbastanza larghe in un momento di crisi (il “Quail Travel Group” era proprietario anche del marchio “Happy Tours”, che ha operato in charter un’altra nave da crociera), “Love Boat” si è ritrovata sedotta e abbandonata, alla ricerca di qualcuno che la sappia apprezzare.

ALBERTO GHIARA
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