Il collega-testimone
«Schettino? Ha agitocon superficialità»
Ameglia - «Prima dell’incidente avevo molta stima del comandate Schettino, poi un po’ meno: è affiorata una certa superficialità nel suo operato». Lo ha detto il capo commissario di Costa Concordia, Manrico Giampedroni, a margine della cerimonia con cui il Comune di Ameglia, suo paese natale, gli conferisce la medaglia d’oro. «Non chiamatemi eroe. Spero di tornare a navigare a settembre, gamba permettendo». Giampedroni, prima di ferirsi, salvò vari passeggeri durante il naufragio della Concordia.
Il precedente. «Il comandante Schettino è sempre stato molto attento a tutto ciò che faceva, l’incidente all’isola del Giglio a mio avviso è stato un errore di valutazione». Lo aveva detto Manrico Giampedroni il 12 maggio a Pistoia, dove ha ricevuto il premio Cultura della solidarietà, nell’ambito della VI edizione di “Dai un senso alla vita: rispettala!”, l’iniziativa promossa dal dipartimento toscano dell’Associazione nazionale sociologi e dal Laboratorio toscano Ans, quest’anno dedicata alle nuove dipendenze nei giovani (gioco d’azzardo, sesso online, shopping compulsivo e videogiochi). Giampedroni, che mettendo a rischio la propria vita è riuscito a salvare alcune persone intrappolate nelle cabine della nave ha detto di non sentirsi un eroe «ho solo cercato di fare del mio meglio - ha aggiunto -, avrei potuto benissimo andarmene, ma in coscienza non me la sono sentita, anzi volevo essere l’ultimo ad abbandonare la nave».
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