In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

65 milioni di euro

eurotunnel comprai traghetti seafrance

1 minuto di lettura

Affare chiuso, o quasi: Eurotunnel comprerà i tre traghetti della fallita Seafrance, che operava servizi di linea attraverso la Manica, per 65 milioni di euro. La notizia era stata anticipata da Le Figaro e confermata ieri da Eurotunnel. Eurotunnel noleggerà quindi i tre traghetti a un operatore indipendente, una cooperativa degli ex lavoratori di Seafrance. Questa soluzione sarebbe, secondo i francesi, rispettosa delle regole sulla concorrenza ma nei mesi scorsi l’opposizione dei britannici di P&O è stata feroce. L’accusa di parte britannica è quella di falsare il mercato mantenendo in vita, artificialmente, una compagnia già fallita.

Guerra aperta tra Eurotunnel e P&O

ripubblichiamo l’articolo del Secolo XIX del 3 aprile 2012

È GUERRA APERTA tra Eurotunnel e P&O per ottenere le spoglie di SeaFrance, la più importante società di traghetti un tempo operativa sulla Manica, fallita lo scorso anno. Della compagnia ormai sono rimaste solo le navi: la società di brokeraggio che si sta occupando della loro vendita ha tempo fino ad aprile per riuscire a chiudere la partita, che in totale vale oltre 150 milioni di dollari. Eurotunnel ha manifestato il suo interesse: in questo modo la società avrebbe nelle proprie mani più del 50 per cento dei collegamenti sulla Manica. Tra le diverse aziende interessate, c’è però anche la società di traghetti inglese P&O, che ha già minacciato un ricorso all’Antitrust di Bruxelles contro Eurotunnel. L’amministratore delegato di Eurotunnel, Jacques Gounon, risponde però che l’obiettivo è sì quello di prendere le tre navi, ma erigendo «una Muraglia cinese» con la società di gestione, che sarebbe guidata da ex-lavoratori di SeaFrance e che comunque avrebbe una quota di mercato inferiore rispetto alla vecchia compagnia: non più il 18 per cento, ma il 10 per cento dei collegamenti sulla Manica. Vero è che Eurotunnel oggi controlla una quota del 38 per cento sui camion e del 43 per cento sulle auto. «Ma sui traghetti, il discorso sarebbe diverso. Servizi come quello di SeaFrance hanno bisogno di un forte impiego di lavoratori: non vogliamo fare nessuna guerra dei prezzi, e P&O per la verità ha sempre usato meno lavoratori. Per questo SeaFrance è fallita». Illustrando il bilancio del 2011 di Eurotunnel, Gounon ha dichiarato che la società vuole investire 45 milioni di euro per migliorare l’infrastruttura, potenziare la società logistica (Europorte) e avviare il collegamento dell’elettricità tra Francia e Gran Bretagna (Elec-link). «E poi se otterrò le navi di SeaFrance cambierò i loro nomi - conclude Gounon -. Berlioz, Rodin e Nord Pas de Calais non vanno bene: in Gran Bretagna la gente non è in grado di pronunciare questi nomi francesi». a. qua.

I commenti dei lettori