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Tirrenia ai privatiecco le condizioni

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Roma - Via libera condizionato dell’Antitrust all’acquisizione di Tirrenia da parte di Cin. L’Autorità ha imposto misure sulla riduzione dei prezzi, cessioni di rotte, uscita di Moby dalla rotta Genova-Porto Torres, cessione di capacità di trasporto e scioglimento degli accordi di code sharing. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, riunitasi oggi, ha autorizzato l’operazione di acquisizione di Tirrenia da parte di Cin (Compagnia italiana di navigazione, controllata da Moby congiuntamente al Fondo Clessidra), imponendo alcune misure. In particolare, l’Antitrust chiede misure relative alla riduzione dei prezzi: «Da subito - si legge nel comunicato -, e per la stagione estiva 2013, ai passeggeri che devono comprare i biglietti, sulle navi Tirrenia e Moby, sulle rotte Civitavecchia - Olbia, Genova - Olbia e Genova - Porto Torres, verranno riconosciuti, senza alcuna limitazione quantitativa, salvo la disponibilità di posti a bordo, i seguenti sconti e riduzioni di prezzo»: promozione bambini; promozione auto; promozione cabina quadrupla; nei confronti delle persone nate o residenti in Sardegna e dei rispettivi coniugi e figli. Inoltre, al netto delle promozioni, nella stagione estiva 2012, Moby e Cin/Tirrenia, per le rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Porto Torres e Genova - Olbia, devono «applicare livelli tariffari tali da mantenere invariato il ricavo medio unitario realizzato da Moby nella stagione estiva 2009, quando i prezzi erano particolarmente favorevoli ai consumatori, salvo un incremento diretto a neutralizzare gli effetti derivanti dalla variazione del prezzo medio del carburante tra il 2009 e il primo trimestre 2012. Analoga politica tariffaria andrà attuata anche nel 2013».

L’Antitrust chiede poi la cessione di rotte: Moby deve cessare di svolgere il servizio di trasporto merci sulla rotta Livorno - Cagliari, a fronte dell’eventuale manifestazione di interesse a entrare di un nuovo operatore. In ogni caso Moby deve cessare di operare sulla rotta Genova - Porto Torres dove continuerà invece ad operare Cin/Tirrenia. Un’altra misura è la cessione della capacità di trasporto: per le stagioni estive 2013 e 2014, Moby e Cin/Tirrenia dovranno cedere ad altri operatori («ad un prezzo ridotto rispetto alle tariffe finali applicate dalle due società») il 10% della rispettiva capacità di trasporto misto di passeggeri e merci su ciascuna delle rotte Civitavecchia - Olbia e Genova - Olbia. La procedura di cessione dovrà essere affidata ad un soggetto terzo indipendente. Infine viene chiesto lo scioglimento degli accordi di code-sharing: Moby e Cin/Tirrenia, nel periodo 2012- 2016, non devono stipulare, o devono rescindere con effetto immediato, gli accordi di code-sharing e qualsiasi altra tipologia di accordo finalizzato alla commercializzazione dei titoli di viaggio che intercorra con operatori concorrenti, o con soggetti a questi riconducibili, relativamente alle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Porto Torres e Genova - Olbia.

Il via libera condizionato dell’Antitrust alla cessione di Tirrenia a Cin è «un ulteriore passo avanti». Così l’ad di Cin Ettore Morace commenta all’Ansa la decisione dell’Autorità, spiegando che ora attende di «leggere il dispositivo e poi andiamo avanti». Il contratto con il commissario straordinario «è già firmato ed era vincolato all’autorizzazione dell’Antitrust», ha precisato Morace. «Ora leggerò il dispositivo e la prossima mossa sarà il passaggio» della compagnia, ha aggiunto Morace, che si è detto «contento» della decisione arrivata «in linea con i tempi».

Sempre oggi, la Commissione europea ha chiesto all’Italia di conformarsi alle norme dell’Unione sugli appalti pubblici per i servizi di traghetto regionali. Lo ha reso noto oggi l’esecutivo comunitario. La Commissione ha «invitato» l’Italia a conformarsi alle norme dell’Unione europea in materia di appalti pubblici di servizi - una volta scaduti i termini dei contratti in corso - e a rispettare il principio di non discriminazione tra gli armatori europei, rende noto Bruxelles in un comunicato. In particolare, spiega la Commissione, l’Italia ha «omesso di indire» gare per l’aggiudicazione di tre appalti pubblici di servizi gestiti da altrettante compagnie di navigazione regionali in Campania, Lazio e Sardegna. I, contratti, prosegue la nota, sono scaduti alla fine del 2008 e sono stati prorogati automaticamente senza procedure di gara per l’assegnazione dei nuovi contratti. «Se l’Italia non informa entro due mesi la Commissione in merito alle misure adottate per assicurare il pieno rispetto del diritto dell’Unione, la Commissione può adire la Corte di giustizia dell’Ue», sottolinea Bruxelles. I servizi sono gestiti da tre società dell’ex gruppo Tirrenia: Caremar in Campania, Laziomar nel Lazio e Saremar in Sardegna.

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