PASSEGGERI
I prezzi bassi sostengonocosta crociere
Bruxelles - Per scoprire che per qualcuno “crisi” è una parola quasi sconosciuta basta salire su una nave da crociera: negli ultimi cinque anni il settore, a livello europeo, è cresciuto del 54%. E il 2011 è stato un anno eccezionale, con 5,6 milioni di passeggeri che si sono imbarcati in un porto del nostro continente, in aumento del 7,1% rispetto al 2010.
L’Italia ha fatto la parte del leone. Un passeggero su tre (1,9 milioni) è partito da un nostro porto, e le nostre città sono la prima meta dei crocieristi. La tragedia della nave Concordia non sembra dunque aver spaventato i passeggeri. La compagnia Costa per non perdere clienti sta praticando una politica di prezzi ridotti, ufficialmente del “20-25%”, dicono i dirigenti del gruppo, ma secondo alcuni osservatori lo sconto in qualche caso arriva al 50%. Una politica che, in ogni caso, ha pagato. Secondo Gianni Onorato, direttore generale di Costa Crociere «il 25 maggio scorso il nostro marchio ha superato un milione di ospiti prenotati sulle crociere del 2012». Addirittura nei mesi di aprile e maggio «abbiamo avuto un incremento delle prenotazioni per l’anno del 28% rispetto agli stessi mesi del 2011. Considerando le sole prenotazioni di crociere estive (giugno-luglio-agosto) l’incremento sale al 42%». Ora però «dobbiamo tornare a prezzi normali, perché dobbiamo tornare ad una profittabilità».
Secondo i dati presentati ieri a Bruxelles da Michael Thamm (foto) , il manager che dal 1° luglio assumerà l’incarico di amministratore delegato al posto di Pier Luigi Foschi, in apertura della conferenza annuale dell’Europea Cruise Council (Ecc) l’associazione degli operatori del settore, in Italia lo scorso anno il giro d’affari è stato di 4,5 miliardi, nell’intero Continente il fatturato ha raggiunto i 36,7 miliardi, in crescita del 6% sul 2010. Gli addetti del settore sono in maggior parte in Italia, più di 100.000, il 32% del totale dei lavoratori in Europa. Tra i primi dieci porti continentali per questo turismo cinque sono italiani: Civitavecchia (2,4 milioni di viaggiatori), Venezia, Napoli, Livorno e Savona (850.000 passeggeri). Genova è appena dopo, con 798.000.
L’affondamento della Concordia però ha segnato il settore, che pure, in generale, registra una quantità di sinistri piuttosto bassa: «Anche se un solo morto è troppo», afferma il rapporto, negli ultimi dieci anni la media di incidenti mortali nel mondo è stata di 2,8 l’anno su una media di 22,3 milioni di persone trasportate. Onorato ha insistito che «la parola ‘inchino’ non è un termine comune nel nostro settore. Spesso dobbiamo navigare vicino alla costa, per raggiungere i porti, per mostrare ai turisti le cose da vedere», però, ha rivendicato, «queste cose non si fanno di notte, non si fanno a metà gennaio alle 21.45. Non si può prendere un caso isolato come una pratica comune«. Onorato è stato sostenuto da Pierfrancesco Vago, Ceo di Msc crociere, intervenuto per spiegare che «a volte anche la navigazione sottocosta può essere dettata da ragioni di sicurezza, ad esempio per proteggere nave e passeggeri dal vento».
Anche Manfredi Lefebvre d’Ovidio, presidente di Ecc, ha sottolineato che «il settore ha registrato risultati sorprendentemente positivi. Abbiamo nuove sfide, che non vengono solo dalla crisi, ma anche da fatti di cronaca recenti e dall’aumento del prezzo del carburante. Ma usciremo rafforzati da questo momento».
LORENZO ROBUSTELLI
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