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Vacanzieri appiedati,causa alla Compagnia

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Genova - ALLA FINE dell’odissea in Sardegna ci sono arrivati, ma con una ulteriore coda di un viaggio non previsto sulla terra ferma, perché il porto di arrivo non era quello “acquistato” (Olbia) con il biglietto, ma Porto Torres. Risultato: la traversata da Genova alla Sardegna per il centinaio di turisti che dovevano partire venerdì sera con il traghetto Athara della Tirrenia per Olbia finirà in una causa con richiesta danni.

Tra vacanzieri appiedati e in ritardo di un giorno sulla loro tabella di marcia c’erano un paio di legali piemontesi che hanno raccolto l’adesione, dopo un’improvvisata assemblea con i compagni di sventura, per la causa collettiva da muovere nei confronti della compagnia accusata di avere o venduto più biglietti della capienza della nave (il classico overbooking) o di non avere saputo gestire tecnologicamente le prenotazioni on line,

«Dovevamo partire alle 21.30 - ricorda Guglielmina Cedro abitante in provincia di Genova- invece siamo partiti con un giorno di ritardo. Ci hanno ospitato nell’albergo qui di fronte (l’Holiday Inn), ma senza extra». Nel senso che «abbiamo dormito e fatto colazione, se si prendeva una bottiglietta d’acqua si pagava. Sabato mattina ce ne hanno data una».

Chi era partito con l’Athara aveva scontato 4 ore e 15’ di ritardo (la nave aveva lasciato Genova all’1.15 della notte rispetto alle 21.15 previste), chi è salpato sabato mattina alle 10.30 ha incontrato altri disagi. «Il traghetto non era diretto a Olbia così come avevamo prenotato, ma a Porto Torres» ricorda ancora Guglielmina Cedro. Sbarcati in Sardegna i turisti hanno dovuto affrontare «dalle due alle tre ore di ulteriore viaggio per raggiungere i luoghi scelti per le ferie».

Chi era senza mezzi ha incontrato altre difficoltà e disagi nell’ulteriore trasferimento in treno o pullman. «Siamo sbarcati attorno alle 20. Noi in auto - aggiunge la Cedro - abbiamo impiegato circa due ore e mezza, di notte, senza conoscere le strade per arrivare a destinazione». Vacanze sudate in tutti i sensi. La compagnia sabato aveva smentito con il comandante Pietro Giglio, responsabile operativo della Tirrenia a Genova sia zdi avere imbarcato passeggeri di altre compagnie (come la Moby) o mezzi pesanti» “rubando” spazi e posti a chi aveva prenotato con la Tirrenia. Giglio aveva ipotizzato che al momento delle prenotazioni i passeggeri non avessero indicato con correttezza il mezzo con cui viaggiavano. Molti Suv o camper non previsti avrebbero saturato parte dei posti auto. Unica possibile spiegazione più vicina alla realtà: i problemi sorti nel trasferimento telematico di dati dalla vecchia alla nuova proprietà della compagnia di navigazione.

La testimonianza di Guglielmina Cedro, sembra (indirettamente) confermare questa ipotesi: «Lo scorso 20 giugno mia figlia con tre suoi amici aveva prenotato il viaggio on-line per Olbia, ma li hanno fatti viaggiare su un traghetto con destinazione Porto Torres che compariva in banchina nell’orario previsto per quello diretto invece a Olbia».

Con analoghi problemi per raggiungere il luogo della vacanza e relativo contenzioso con la Tirrenia per ottenere il risarcimento dei disagi patiti. Ieri situazione sotto controllo: arrivi e partenze nella “norma” per il periodo estivo.

MARCELLO ZINOLA
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