Dati dell’Osservatorio
“Concordia”, recuperocon qualche ritardo
Giglio Porto - «Lo stato del programma dei lavori risulta soddisfacente» anche se «la tempistica registra in verità qualche ritardo». Così Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio sul recupero della “Costa Concordia” naufragata il 13 gennaio scorso all’Isola del Giglio, con 32 morti.
Proprio lunedì l’Osservatorio si è riunito a Firenze e ha dato il via libera per l’avvio della seconda tranche dei lavori utili alla rimessa in galleggiamento del relitto al consorzio Titan-Micoperi, incaricato dal gruppo americano Carnival, proprietario di Costa Crociere, della rimozione della “Concordia”.
«L’Osservatorio - spiega Sargentini - ha individuato solo la necessità di integrare alcune documentazioni sulla base dei report prodotti quotidianamente nella base operativa del Giglio, ma lo stato del programma dei lavori risulta soddisfacente. La tempistica registra in verità qualche ritardo; la prima fase infatti si chiuderà ai primi di ottobre per problemi insorti durante le attività e connessi alle caratteristiche del fondo marino in cui sono state predisposte le sedi per i micropali».
Intanto, mentre prosegue presso gli stabilimenti della Fincantieri all’assemblaggio dei cassoni che consentiranno il galleggiamento della nave, e la costruzione delle piattaforme sottomarine su cui poggerà lo scafo nella fase di raddrizzamento (materiale che passerà poi per la base logistica di Piombino), le squadre di operai e sub lavorano sul fianco della “Concordia” per alloggiare i martinetti e i cavi che saranno messi in tensione dai quattro blocchi di ancoraggio immersi e piantati con decine di micropali sul fondo marino lato terra rispetto al relitto. Tutti i lavori, sottolinea Sargentini, avanzano naturalmente sotto il continuo e costante monitoraggio di acque, aria e territorio, con particolare attenzione allo smaltimento dei materiali e dei rifiuti di risulta dai lavori.
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