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Il perito

«Concordia, Schettinonon evitò il disastro»

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Grosseto - Prima dell’urto contro gli scogli del Giglio per la nave Costa Concordia «c’erano ampi spazi e tantissima acqua e tempo per accostare e portarsi fuori dal pericolo», mentre «la manovra dopo l’urto fu assolutamente fortuita perché la nave era senza controllo». Lo ha detto l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone rispondendo ad alcuni chiarimenti richiesti dal gip Valeria Montesarchio sulle condizioni di manovrabilità della nave e la possibile distanza di arresto nel momento dell’incidente.

«Falla enorme». «La dimensione della falla sulla nave Concordia è enorme come è stato confermato dalla perizia che è stata discussa stamani. Proprio per questo motivo i compartimenti stagni si sono allagati in pochi minuti e l’unità di crisi non ha avuto il tempo di fare niente». Lo ha detto l’avvocato De Luca, legale di Costa Crociere, all’uscita del Teatro Moderno di Grosseto, durante la pausa del secondo giorno dell’udienza per la perizia sul disastro all’Isola del Giglio. «È stato anche confermato - ha proseguito De Luca - che la nave dopo 45/50 secondi era ingovernabile perché i sistemi sono andati immediatamente, dopo l’urto con lo scoglio de Le Scole, in avaria».

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