L’offensiva di Attica
I greci all’assaltodel registro italiano
Napoli - La competizione per le linee dell’Adriatico fra armatori italiani e greci va avanti senza esclusione di colpi. Alla proposta di armistizio avanzata nei giorni scorsi da Manuel Grimaldi, che invitava a una riduzione congiunta di capacità, ha risposto con una bordata la compagnia Attica. I legali della compagnia greca, come riporta il quotidiano Lloyd’s List, hanno inviato alla direzione Competizione della Commissione europea un reclamo proprio contro Grimaldi, sostenendo che riceverebbe aiuti di Stato illegittimi. Pronta la replica da parte di Paul Kyprianou, dirigente del gruppo partenopeo, che all’Avvisatore Marittimo spiega: «Le agevolazioni contestate da Attica sono state autorizzate proprio dalla Commissione europea».
Attaccando Grimaldi, Attica mette in discussione sul tavolo europeo lo stesso Registro internazionale italiano, che sarebbe stato esteso indebitamente anche alle compagnie di traghetti. Su questo punto, Confitarma preferisce però non intervenire. «Non abbiamo - afferma un portavoce della confederazione degli armatori italiani - commenti da fare perché è una questione commerciale fra le due compagnie. Il Registro internazionale è uno strumento che hanno tutti i paesi europei». La tensione sull’Adriatico è un riflesso della crisi greca. Passeggeri e merci da e verso la Grecia stanno calando fra il 20 e il 40% all’anno a seconda del porto. Già nel 2011 il porto di Ancona aveva perso il 12% dei transiti sulla direttrice greca. La situazione è ulteriormente peggiorata quest’anno, anche per i sentimenti antitedeschi che stanno accompagnando la crisi.
I paesi germanofoni (Germania, Svizzera e Austria) sono fra i maggiori clienti del turismo greco, ma quest’anno in molti hanno preferito rinunciare al viaggio. «E’ per questo - spiega Kyprianou - che Minoan (compagnia che fa capo al gruppo Grimaldi, ndr) ha chiuso il servizio da Venezia». Terminata la stagione estiva, sono emersi con prepotenza i problemi. Manuel Grimaldi ha cercato di anticipare lo scontro, proponendo apertamente una razionalizzazione del settore che vedesse coinvolti tutti gli operatori. Elementi qualificanti della proposta erano la riduzione del tonnellaggio utilizzato e una divisione delle zone di azione: Ancona e Brindisi agli italiani, Venezia e Bari ai greci. Attica gestisce due linee con l’Italia: una che da Bari va a Corfù, Gomenizza e Patrasso e l’altra, operata congiuntamente con Anek, che unisce Ancona, Gomenizza e Patrasso. Alle parole di Grimaldi, per una coincidenza di tempo probabilmente involontaria, Attica ha fatto seguire i fatti.
Nei giorni scorsi si è rivolta agli uffici del commissario europeo alla Concorrenza sostenendo che i benefici accordati dal Registro internazionale italiano alle navi del gruppo Grimaldi sono maggiori rispetto a quelli accordati dalla legge greca e contrari all’articolo 107 del trattato sull’Unione europea. In particolare, verrebbe sottolineato il fatto che il Registro è stato creato nel 1998per le navi portarinfuse e solo successivamente ampliato anche ai traghetti. «Non si capisce - replica Kyprianou - come Attica possa averci denunciato a quella stessa Commissione europea che ha autorizzato, attraverso le Linee guida sugli aiuti di Stato nel trasporto marittimo, le agevolazioni per proteggere il settore marittimo che anche noi riceviamo. Queste agevolazioni sono finalizzate a salvaguardare la professione del marittimo in Europa dalla concorrenza sleale delle bandiere ombra, in particolare con la defiscalizzazione degli oneri sociali». E conclude: «Non è nostra la responsabilità se la Grecia non riesce a garantire le stesse condizioni ai propri armatori». Contattata via e-mail, Attica ieri non ha risposto.
Alberto Ghiara
shipping@ilsecoloxix.it
I commenti dei lettori