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Il retroscena

Sulla Msc l’ombradella sovracapacità

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Napoli - La “Melody”, ufficialmente ritirata dalla flotta della compagnia Msc lo scorso 8 gennaio, era già da diverse settimane ferma al Molo Beverello di Napoli, in cerca di un acquirente. La nave (ex “Atlantic” e “Starship Atlantic” costruita nel 1981) è una superstite della Flotta Lauro e uno dei primi investimenti dell’armatore Gian Luigi Aponte nel campo delle crociere.

Vecchiotta, piccola, senza le balconate esterne delle mega-navi di ultima generazione, la “Melody” aveva comunque una sua cerchia di appassionati. Ma il fascino retrò è un argomento debole contro le logiche di mercato. Così Msc - che ancora a novembre annunciava per “Melody” una ricca stagione con partenze da Trieste a partire dal 2 giugno - ha poi fatto dietrofront, ritirando la nave, cancellandola dal sito internet, offrendo itinerari alternativi ai passeggeri che avevano già prenotato la crociera da Trieste.

In un mondo iper-pianificato come quello delle crociere, la mossa risulta singolare. Secondo voci di banchina, Msc si troverebbe ad affrontare un eccesso di capacità, dovuto alla combinazione di un rallentamento della crescita del mercato crocieristico e da un oggettivo incremento di capacità della flotta dall’altra.

Bisogna ricordare che a volere la “Preziosa”, la nave Msc che sarà ufficialmente battezzata a Genova il prossimo marzo, non fu Aponte, ma il defunto rais libico Gheddafi. La Msc ha rilevato il progetto dopo opportuna trattativa con i cantieri francesi di Saint Nazaire (550 milioni di euro), ma resta il fatto - si dice in ambiente marittimo - che la nave non era nei piani originari nella compagnia. Perlomeno non con queste tempistiche: il che avrebbe prodotto troppe navi, un eccesso di offerta e dunque la necessità di una riduzione di flotta. A farne le spese, il prodotto più antiquato, “Melody”.

Tesi che la società guidata da Piefrancesco Vago nega: «Ma che c’entra la sovracapacità? Guardi che non sono mica i 1.000 passeggeri di “Melody” a fare la differenza - dicono dal quartier generale di Napoli -. La nave era semplicemente fuori-target, ci è sembrato opportuno toglierla dal mercato». Pure con le crociere già programmate da giugno? «A novembre pensavamo che piuttosto che tenerla ferma, potevamo farle fare la stagione 2013. Poi le decisioni sono cambiate. Nulla di strano». Chissà se la pensa così anche chi doveva imbarcarsi sulla “Melody”.

Alberto Quarati

quarati@ilsecoloxix.it

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