Traghetti
Francia, Sncm verso la sconfitta
Genova - La Tirrenia francese, Sncm, rischia di perdere le sovvenzioni statali per i collegamenti tra la Corsica e il continente a favore di Corsica Ferries, la società privata di Bastia che sulle sue navi batte bandiera italiana. La notizia, riportata da diversi organi di stampa francesi compreso il quotidiano economico Les Echos, non è confermata e non può esserlo perché i partecipanti alla gara, che hanno già consegnato le buste, hanno un vincolo di segretezza fino a quando non verrà annunciato il verdetto, la prossima primavera. Sino ad allora non possono svelare i contenuti delle loro proposte. Tuttavia la sola indiscrezione apre scenari difficili per lo Stato francese. Negli ultimi anni i governi che si sono succeduti hanno avuto grandissime difficoltà nel processo di liberalizzazione del settore dei traghetti, fortemente rallentato dalla marea di scioperi e proteste che ha accompagnato ogni passo in questa direzione. Oggi una sconfitta di Sncm nella gara per l’assegnazione delle sovvenzioni statali rischia di mettere in fortissima difficoltà la compagnia che, non più totalmente pubblica, oggi è parte di Veolia Environment, che fa comunque capo allo Stato attraverso la Cassa depositi per il 25%. Sncm dà lavoro a 1.400 persone a Marsiglia e altre 600 in Corsica.
Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa, per coprire le tratte quotidiane da Marsiglia verso Bastia e Ajaccio e quelle per Île Rousse, Porto Vecchio e Propiano (tre volte la settimana) Corsica Ferries avrebbe chiesto allo Stato una contribuzione di 70 milioni di euro contro i 138 richiesti invece da Sncm in tandem con la Méridionale. Sempre secondo le informazioni riportate da Les Echos, la compagnia francese avrebbe un giro d’affari di 280 milioni, con un cash flow ridotto a 10 milioni. Questo nel 2012, con le sovvenzioni a bilancio. La sconfitta di Sncm, mentre permetterebbe a Corsica Ferries di crescere con impatti positivi anche sul fronte del lavoro, rischia di segnare così una stagione difficilissima per i traghetti di Veolia, con il rischio che si riaccenda la polemica sindacale sull’uso della bandiera italiana da parte di Corsica Ferries, accusata soprattutto dalla Cgt (la Cgil francese) di dumping sul costo del lavoro. Una lunga stagione di scioperi in Sncm, il maggio scorso, aveva come obiettivo polemico proprio le accuse sulla disparità di trattamento tra i diversi equipaggi. A seguito di quella protesta, era stato presentato in Parlamento un disegno di legge da parte del Partito comunista che chiedeva di imporre la bandiera francese a tutte le navi che collegano la Corsica al continente francese. Molto diversa, a questo proposito, la vicenda italiana, su cui però pende il giudizio della Commissione europea.
A Bruxelles che chiedeva la liberalizzazione dei traghetti, Roma ha risposto con la privatizzazione di Tirrenia, sebbene l’Europa non vieti che una delle compagnie attive sul mercato sia di proprietà dello Stato. Quello che contesta Bruxelles è che una delle compagnie abbia sovvenzioni per le linee fuori mercato a cui le altre società invece non possono accedere, e per questo chiede che tali sovvenzioni siano messe a gara. Ma, per garantire la sopravvivenza di Tirrenia, lo Stato l’ha privatizzata assicurando comunque che per sette anni avesse i soldi dello Stato. Una norma che solleva dubbi di legittimità.
Samuele Cafasso
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