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Triumph, incubo finito:guarda le immagini

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New York - Atmosfera da “Survivor” o da libro “Il signore delle mosche” (di William Goldwin). È cosi che hanno descritto la situazione a bordo alcuni degli oltre 4.000 passeggeri sbarcati in un porto dell’Alabama dopo un’odissea di cinque giorni per un’avaria alla nave da crociera Carnival Triumph sulla quale viaggiavano. «Dopo l’allarme - ha raccontato Debbie Moyes, 32 anni - la gente è andata nel panico, ha cominciato a fare incetta di cibo, qualsiasi cosa si trovava davanti. Poi i bagni hanno smesso di funzionare, così i passeggeri e l’equipaggio sono stati costretti a urinare nei lavandini oppure in buste di plastica, ad un certo punto l’odore è diventato insopportabile». La donna ha anche raccontato che la notte dopo l’incendio scoppiato a bordo quando la nave era al largo delle coste dello Yucatan in Messico, l’equipaggio ha aperto il bar ma poi ha fatto marcia indietro quando i passeggeri hanno cominciato a ubriacarsi e a perdere il controllo. Molti passeggeri si sono accampati sul ponte per la notte appendendo lenzuola sulle corde.

«Sembrava di essere in un campo di rifugiati», ha detto un’altra passeggera. Alcuni passeggeri hanno addirittura baciato la terra dopo lo sbarco, e ci sono volute diverse ore prima che tutti riuscissero a scendere dall anave, perché era in funzione solo un ascensore. All’arrivo i soccorritori li hanno accolti con cibo caldo, coperte e cellulari per chiamare i loro familiari.

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