Nuove tecnologie
A Udine si studianole porte tagliafuoco
Trieste - Aumentare la sicurezza e contestualmente l’economicità di un componente presente ripetutamente a bordo di ogni nave passeggeri è l’obiettivo del progetto di ricerca industriale “Porte Tagliafuoco Innovative”, guidato da Fincantieri e co-finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il Por Fesr (fondi europei assegnati per lo sviluppo delle regioni).
Nel primo anno e mezzo di lavoro la partnership, che oltre a Fincantieri conta un team di ricerca composto da Università di Udine, due piccole imprese (Officine Del Bello e Naval Suppliers) e uno spin-off accademico, Nanoxer, a cui si aggiunge il centro di ricerca Friuli Innovazione, ha completato l’analisi dei materiali isolanti presenti sul mercato ed eseguito i test necessari per la sintesi industriale di un materiale alternativo alla lana di roccia (l’isolante attualmente più diffuso sul mercato) e per adattarlo alle esigenze nell’ambito navale, per la produzione delle porte tagliafuoco.
Nanoxer, specializzato nello sviluppo di materiali isolanti, ne ha testato uno di proprio brevetto della famiglia degli aerogel, ossidi ad alta porosità, come alternativa agli isolanti attualmente utilizzati dai produttori di porte tagliafuoco, come la lana di roccia.
Questo si è rivelato in grado di migliorare le prestazioni di resistenza termica delle porte, grazie ad un alto potere isolante congiunto alla completa assenza di agenti tossici. Considerato il grande numero di porte tagliafuoco presenti su ogni nave, usare l’aerogel significherebbe un risparmio di peso e facilità di smaltimento a fine ciclo, che si tradurrebbe in un aiuto concreto per l’ambiente, nonché in una riduzione dei costi.
Nella fase attuale del progetto infatti sono in corso sia calcoli di simulazione termodinamica a cura del Dipartimento Ingegneria Elettrica, Gestionale e Meccanica dell’ Università di Udine, sia complesse verifiche meccaniche a cura di Fincantieri, finalizzate ad individuare una serie di prototipi che saranno sottoposti a prove sperimentali per la validazione tecnica in vista della certificazione finale.
L’importanza del tema di ricerca è correlato al grande numero di porte tagliafuoco necessario in una grande nave da crociera e la necessità di innovare nasce da esigenze sempre più sentite nel comparto navale e nautico, quali la maggiore industrializzazione del prodotto ed il rispetto delle severe normative internazionali nel campo della sicurezza antincendio a bordo delle navi.
Quest’ultimo è un altro aspetto studiato dal progetto regionale, che terminerà a giugno 2014 e che ha un costo complessivo di circa un milione di euro, in parte coperto dal contributo regionale (700 mila euro) ed in parte co-finanziato dagli enti e dalle aziende coinvolte.
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