Il processo
Schettino chiedel’incidente probatorio
Grosseto - La difesa di Francesco Schettino rivela oggi la sua strategia nell’ambito dell’udienza preliminare. L’udienza è ripartita con un lungo intervento dell’avvocato Domenico Pepe, al termine del quale si dovrebbe finalmente chiarire, al di là di quanto annunciato ieri, se Schettino andrà al processo ordinario, come sembra finora più che probabile, oppure se in extremis si opterà per un giudizio abbreviato. «Sicuramente chiederemo ulteriori indagini - ha detto l’avvocato Francesco Pepe del collegio difensivo - Ci sono una miriade di argomenti che non sono stati secondo noi indagati e vanno approfonditi». «Siamo pronti al dibattimento pubblico», ha continuato l’avvocato. Rispondendo ad una domanda dei giornalisti prima di entrare in aula, lo stesso Francesco Pepe ha detto che «l’affondamento della nave non è colpa del comandante da un punto di vista eziologico» e comunque «a livello mediatico tante cose sono state travisate, molte cose dette non sono vere e sono andate in modo diverso». Anche stamani Francesco Schettino è presente in aula. In teoria potrebbe anche intervenire, ma non è previsto. Il comandante Schettino finora non ha saltato nessuna delle giornate impegnate dal tribunale di Grosseto per l’udienza preliminare sul processo per il naufragio della Costa Concordia.
La richiesta. La difesa di Francesco Schettino ha chiesto al giudice dell’udienza preliminare un nuovo incidente probatorio, integrativo di quello già tenuto ad ottobre 2012 su apparati della Costa Concordia, tra cui il funzionamento del generatore di emergenza, le porte stagne e l’errore del timoniere. Lo ha riferito, in una pausa dell’udienza, l’avvocato Francesco Pepe.
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