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Crociere, l’ultimoviaggio di “Love Boat”
Genova - «Mare, sapore di mare, con l’amore io voglio giocare». Una generazione di italiani ricorda ancora l’irresistibile ballata della sigla di “Love Boat”, il telefilm americano che spopolava negli anni ‘80. Ma oltre la nostalgia, resta poco: la Pacific Princess, costruita nel 1971 nei cantieri navali di Emden, in Germania, 20 mila tonnellate di stazza, una pulce rispetto ai colossi da crociera che incrociano nel Mediterraneo, è pronta al suo viaggio d’addio. La nave, passata di mano tre volte nel corso della sua lunga storia, era arrivata nel porto di Genova nel 2008, ai cantieri San Giorgio, dove la società spagnola Quail Cruises, ultima acquirente, intendeva sottoporla ad un’importante operazione di restyling e rimetterla a navigare nel Mediterraneo. Quail, però, non ha mai onorato la commessa, provocando il sequestro a titolo di pignoramento della “Ms Princess”, nome adottato nel 2002, che per oltre quattro anni ha stazionato nello scalo genovese. Messa all’asta nel febbraio del 2011, per 3,4 milioni di euro, non aveva ricevuto alcuna offerta, pur destando l’interesse di una società turca specializzata nel recupero delle navi. Secondo quanto scritto da Mf, i San Giorgio sarebbero riusciti a vendere la nave per circa 2,2 milioni di euro, una cifra confermata da fonti dell’ambiente portuale genovese. Di fatto però il cantiere non conferma né smentisce nulla: «Posso dire solo che è un bel sospiro di sollievo non averla più qui», è tutto ciò che ha commentato il direttore generale dei San Giorgio, Massimiliano Barbè. Soddisfazione comprensibile, considerando gli ingenti danni economici provocati dal fallimento dell’operazione restyling, che oltre ai cantieri genovesi ha danneggiato altri operatori del settore. Ignoto il nome dell’acquirente: «Abbiamo venduto tramite un intermediario, non sappiamo chi sia il compratore finale né che cosa intenda fare della nave», conclude Barbè.
Nessun commento ufficiale, e nessuna spiegazione per i tre mesi passati tra la vendita e la partenza. Un ritardo che si spiegherebbe con le remore dei cantieri turchi, specializzati in demolizioni e quasi certi destinatari della “Ms Pacific”. Già, perché la nave sarebbe letteralmente imbottita d’amianto, al punto che tra i cantieri turchi è girata una circolare in cui, sostanzialmente, si è cercato di bandire l’unità dagli scali del paese eurasiatico. In qualche modo, in questi tre mesi le resistenze sono state vinte: e per la nave del capitano Stubing, del medico Bricker e del barista Isaac, è cominciato l’ultimo viaggio (CLICCA QUI PER GUARDARE IL VIDEO).
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