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La polemica

La Spezia: «Giùle mani dalle crociere»

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La Spezia - Tutti a difesa delle crociere. La Spezia non vuole la guerra con Genova e Livorno, ma non intende cedere un millimetro di quello che si è conquistata. Anzi, se tirata in mezzo è pronta a difendere la sua neonata stazione crociere con le unghie. Nell’estremo levante ligure, infatti, lo scalo nato nell’area ex multipurpose e che usa come base gli uffici dell’ex Dogana è considerato un punto di partenza. Da lì, la scorsa primavera, sono usciti i primi passeggeri scesi dalla Costa Classica accolti con il tappeto rosso e la banda della Marina Militare a segnare una svolta nel futuro della città che prossimamente dovrebbe avere una stazione tutta nuova. «Sono stupito. A Genova non abbiamo tolto una nave. Non capisco proprio questi segnali di insofferenza per una vicenda che definisco antipatica», osserva Massimo Federici, sindaco della Spezia, di fronte alla minaccia di ricorso al Tar da parte dei terminal di Livorno e del capoluogo ligure per vedere da vicino gli atti con cui l’Autorità Portuale della Spezia ha dato il via libera allo scalo spezzino. «La nostra città si sta facendo spazio in questo settore - prosegue Federici - il nostro punto di forza è che puntiamo la competizione sulla qualità, sull’offerta e sul territorio non sulle carte bollate».

A lasciare un filo di amarezza nell’amministrazione spezzina è proprio il terreno scelto dai competitor dell’Alto Tirreno pronti a ricorre ai giudici. «Questo dispiace e lascia un po’ perplessi. In ogni caso non credo vi sia nulla da temere sul piano legale. Su quello politico, invece, credo sia necessario attivarsi e capire da che cosa nasca questa situazione che va approfondita», aggiunge il sindaco.

Stupore e sconcerto tra le associazioni di categoria e gli esponenti del mondo economico. Va giù duro Angelo Matellini, direttore della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato). «Quello che sta succedendo è follia pura - osserva - perché i porti di uno stesso quadrante come quello dell’Altro Tirreno dovrebbero collaborare e non farsi la guerra. È un modo di fare miope e di basso profilo in tempo di globalizzazione. Il fatto poi di minacciare un ricorso al Tar è brutto e non rende onore a due realtà come Genova e Livorno». Dello stesso parere Giuseppe Menchelli, guida della Confartigianato spezzina. «L’arrivo delle crociere ha avuto ricadute importantissime per la nostra città sia sul piano diretto che su quello dell’immagine - spiega - per esempio l’ultima nave giunta in porto ha garantito 400 passeggeri ai traghetti che vanno a Porto Venere. Ma per il resto una città che è scalo crociere ha un valore aggiunto importante che va difeso. Quindi dispiace quello che è successo è che sta per succedere se dovessero ricorrere al Tar Genova o Livorno o entrambe. In questo momento così delicato per l’economia generale le situazioni nuove vanno incentivate non compresse per questo va attivato un confronto per evitare il tribunale». Alessandro Laghezza, consigliere comunale di Scelta Civica e operatore del porto, dice «basta coi ricorsi. In Italia c’è un abuso che alla fine ferma l’economia. Sul fatto penso che sia assurdo».

Duro anche Lorenzo Cimino, segretario generale della Cgil. «Questo è un segnale. Vuole dire che il business delle crociere a Spezia ha ingranato e sta funzionando e quindi può dare noia alla altre città vicine - spiega - la minaccia di ricorso dispiace e getta una brutta luce su realtà che potrebbero collaborare inoltre La Spezia ha dimostrato di avere iniziativa e voglia di farei. Di sicuro dalla nostra abbiamo non solo lo scalo nuovo ma anche un retroterra che altri non hanno. Ci sono le Cinque Terre, le città d’arte vicine e questo gli altri forse lo vedono come una minaccia». Lorenzo Forcieri, commissario dell’Autorità Portuale della Spezia vola più in alto delle minacce di ricorsi al Tar e per questo non teme problemi. «Bisogna precisare che l’ipotesi è stata fatta dalle Stazioni Crociere e non delle Autorità Portuali con cui abbiamo buoni rapporti e con cui collaboriamo. Con Genova c’è il sistema di Ligurian Ports con cui promuoviamo anche lo stesso settore crocieristico. Detto questo, è una cosa che a parti invertite io non avrei fatto perché sa di polemica piccola. Da parte nostra quando non avevamo lo scalo e stavamo perdendo i passeggeri non siamo mai andati a vedere se i moli degli altri fossero regolari o meno. Ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo dati fare. Quindi questo atteggiamento di attaccarsi ai cavilli dà un po’ fastidio. Peraltro nessuna nave ha scelto La Spezia a scapito di Genova, anzi è aumentato il traffico crocieristico delle nostra regione da quando ci siamo anche noi. Personalmente ritengo che la sana competizione aumenta le prerogative del Paese», conclude Forcieri che prevede di chiudere il 2013 con 200 mila passeggeri e fissa il target per l’anno venturo a 400 mila.

Marco Toracca

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