In evidenza
Blue Economy
Shipping
Transport
Blog

La telefonata

Schettino: «Ho presoil fondale, sono morto...»

1 minuto di lettura

Grosseto - «Roberto, sono passato sotto il Giglio. Il comandante Palombo mi ha detto “Passa sotto, passa sotto”. Ho preso con la poppa un basso fondale. Sono distrutto, sono morto, non mi dire nulla». Lo diceva Francesco Schettino nella prima telefonata fatta dalla plancia il 13 gennaio 2012 a Roberto Ferrarini, il coordinatore dell’unità di crisi della flotta di Costa Crociere spa, comunicandogli che pochi minuti prima la nave aveva urtato gli scogli del Giglio. L’audio è stato fatto ascoltare al processo di Grosseto al testimone Simone Canessa, l’ufficiale che sta ricostruendo oggi il naufragio in aula.

La consuetudine di fare inchini presso le isole, anche al Giglio, non era in uso nella flotta di Costa Crociere. Lo ha riferito il testimone Simone Canessa al processo di Grosseto. «Nell’agosto del 2005 facemmo, su un’altra nave, un’accostata all’isola del Giglio, in totale sicurezza, alla velocità di cinque nodi e a 100 metri dalla costa. Al comando c’era Mario Palombo». «Ci avvicinammo da nord - ha ricordato Canessa - il comandante Palombo (che è fra i testi dell’accusa e che scrisse un libro sulla pratica dell’inchino, ndr) prese tutte le precauzioni, anche preavvisando le autorità sia di terra, sia di mare».

I commenti dei lettori