Confitarma, Mattioli rilancia il fondo Armatori

Roma - All’assemblea annuale, il presidente di Confitarma, Mario Mattioli, ha rivolto un appello al governo affinché si apra «un tavolo di confronto per la creazione di un intervento di natura pubblica che eviti la scomparsa di aziende storiche»

di Francesco Ferrari, inviato

Roma - «Siamo parte dell’Europa e l’Europa è una grande potenza marittima. La salvaguardia e la crescita di questa flotta, che è la più grande flotta al mondo, è un fattore strategico fondamentale, soprattutto in un contesto geopolitico ed economico come quello attuale». Lo ha detto Mario Mattioli, presidente di Confitarma, aprendo i lavori dell’assemblea della Confederazione. A proposito dell’ambiente, Mattioli ha ricordato che «la flotta italiana è in prima fila nel percorso di decarbonizzazione di tutte le attività industriali. Cito solo l’alimentazione a batteria, l’utilizzo del Gnl oltre al continuo investimento in ricerca e sviluppo».

Con 57 miliardi di euro in modo diretto alla formazione del prodotto interno lordo europeo. Sono alcuni dei dati diffusi oggi in occasione dell’assemblea degli armatori italiani (Confitarma) a Roma. La flotta europea esprime il 40% della flotta mondiale in tonnellate lorde. Tra il 2005 e il 2014 l’industria dei trasporti via mare è cresciuta del 40% in tonnellate con 23 mila navi. Dipende dall’industria europea Il 60% delle navi container, il 52% della navi multi-purpose, il 43% delle petroliere è il 37% delle navi off-shore. Tra contributo diretto e indiretto lo shipping contribuisce 147 miliardi di euro al Pil europeo dando lavoro a 2,1 milioni di persone.

Ribadendo quanto dichiarato in una recente intervista al Secolo XIX The MediTelegraph, Mattioli ha rivolto un appello al governo affinché si apra “un tavolo di confronto per la creazione di un intervento di natura pubblica che eviti la scomparsa di aziende storiche”. Il riferimento è all’ipotesi di creare un fondo finanziario pubblico a sostegno degli investimenti armatoriali privati.

All’assemblea di Confitarma, in corso nell’auditorium di Confindustria all’Eur, sono presenti fra gli altri i ministri Paola De Micheli e Sergio Costa e il presidente di Anas Claudio Gemme. In platea il presidente del Cnel Tiziano Treu, l’ex ministra Maria Elena Boschi e il premier albanese Edi Rama.

L’ATTACCO A TIRRENIA

Rivolgendosi alla ministra De Micheli, Mattioli ha ricordato che «il nostro settore non può prescindere dall’integrità del Registro Internazionale che ha declinato in Italia le linee guida comunitarie per la rinascita delle flotte dell’Unione. Ed oggi l’Ue è il primo vettore del mondo, con il 40% del tonnellaggio internazionale. La nostra bandiera si colloca oggi al primo posto in Europa per marittimi comunitari impiegati, per la maggior parte italiani. Altre bandiere comunitarie, pur vantando flotte molto più grandi della nostra, occupano un numero di marittimi comunitari nettamente inferiore». Poi, l’attacco a Tirrenia e all’armatore, mai citato apertamente, Vincenzo Onorato: «Ad un’unica società destiniamo 72 milioni di euro l’anno, erogati in massima parte per i servizi da e verso la Sardegna, servizi offerti anche da operatori privati senza alcuna sovvenzione. Un sistema incompatibile con i principi di concorrenza e liberalizzazione del cabotaggio marittimo sanciti dal legislatore europeo».

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