Cura del ferro al terminal Psa: i treni merci aumenteranno del 50%

Genova - A fine mese l’inaugurazione del secondo binario, atteso da venticinque anni. Danesi: «Nel 2023 la nascita del grande hub logistico»

di Simone Gallotti

Genova - Tutto è pronto per l’evento che «aspettiamo da quando è nato il terminal a Pra’. Da 25 anni». Gilberto Danesi, manager di Psa, guida la principale banchina del porto di Genova: sul lato mare è filato sempre tutto liscio, con investimenti e traffico in crescita. Ma sulla terra mancava il polmone ferroviario. Per ottenerlo Danesi ha dovuto lottare per anni: «Il primo passo della cura del ferro è stato fatto, ma siamo solo all’inizio». Il secondo binario nascerà ufficialmente mercoledì 29 («in anticipo sui tempi previsti di circa due settimane e persino con l’emergenza Morandi in atto» dice il manager portuale) con una cerimonia che sancirà l’inizio di un programma più ampio di potenziamento del terminal.

Più treni, meno camion

Il secondo binario consentirà di aumentare «anche de 50% le nostre prestazioni su ferrovia. E’ l’inizio di una crescita della capacità sui binari che sarà completata nel giro di qualche anno e che porterà benefici anche sul fronte ambientale». Meno tir sulle strade, più treni. E per la Liguria e per la viabilità di Genova soprattutto, si tratta di un’alternativa per decongestionare le strade e per superare anche le difficoltà sulla rete autostradale. Rfi, la società di ferrovie che ha realizzato l’opera, ha annunciato un investimento di 25 milioni di euro per la cura del ferro sul terminal di ponente e Psa ha già comprato le gru adatte per sfruttare al meglio il raddoppio del binario, investendo così altri soldi nel porto di Genova. E a settembre potrà già iniziare la piena operatività, portando le coppie di treni «dalle 12 attuali a circa 18-20».

Il mega hub ferroviario

Il raddoppio di quel binario è però anche propedeutico al grande sogno, ora più vicino, inseguito da tempo da Danesi: il parco da sette binari da 750 metri che potrà essere realizzato solo dopo l’abbattimento del viadotto che collega il terminal all’autostrada. «Lo avremo entro il 2023» spiega Danesi rassicurato sulle date da Rfi. Il nuovo bypass per i camion dovrà essere realizzato tenendo conto della batteria di binari che «aumenterà ulteriormente la nostra operatività». Quando sarà pronta anche questa opera, Genova potrà competere con gli altri scali «guardando finalmente anche a Nord» dice Danesi.

Area di caccia

I treni da 750 metri sono necessari per attirare «più traffico dal Nord Europa. Sono i nostri mercati, quelli del sistema portuale della Liguria e noi saremo pronti. Ci presenteremo con tutte le carte in regola e potremo competere con il Northern Range. Anzi: quando il grande hub sarà realizzato, diventeremo l’operatore con il più grande terminal ferroviario di banchina di Italia e tra i maggiori in Europa. Nel Nord utilizzano le chiatte, noi potremo sfruttare il treno». Danesi corre, questa volta è persino ottimista sui tempi di realizzazione. Ed è convinto che con queste due mosse nel giro di tre anni, il terminal Psa di Pra’ potrà diventare «leader nel Mediterraneo».

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