Tarros cresce a Genova

Il gruppo aprirà una nuova sede nelle torri Msc, in zona San Benigno. "Stiamo selezionando il personale. All'inizio saremo in dieci, ma l'ambizione è crescere" 

Il terminal Tarros alla Spezia

Berlino - Il gruppo Tarros si espande a Genova, con l'apertura (battesimo ufficiale nei prossimi mesi) di una nuova sede che sarà ospitata presso le torri Msc nella zona di San Benigno.
 
Si tratta, spiega Riccardo Bonamino, Deputy General Manager, Agenzia Italia della compagnia spezzina specializzata nei trasporti intra-mediterranei, di una superficie di oltre 400 metri quadri, dove confluiranno gli uffici della società di autotrasporto, quelli del gruppo e l'agenzia marittima.
 
"Questo - chiarisce Bonamino a margine del Fruit Logistica di Berlino - non significa che abbandoniamo La Spezia: è la nostra città e sul terminal abbiamo un ampio programma di sviluppo, ma ormai è diventato necessario rinforzare la nostra presenza sul capoluogo ligure".
 
Non sarà come il vecchio detto "da Genova si deve passare per forza", ma Tarros (28 aziende, 610 dipendenti) sta organizzando sotto la Lanterna una squadra di tutto rispetto: "Stiamo selezionando del personale - dice Bonamino - penso saremo che inizialmente saranno 10 persone, anche di più, ma l'ambizione è crescere". 
 
Per lo shipping ligure, sul fronte della frutta, il momento è positivo: mentre da Genova tornerà da marzo il servizio diretto per i refrigerati verso la Costa Orientale degli Stati Uniti (mercato da 200 milioni di persone quasi totalmente dipendente dall'import) operato da Cosco e con a bordo la prima sperimentazione di container a refrigerazione passiva, Alfonso Clerici chiude positivamente il primo anno della società di spedizioni con il gruppo spagnolo Martico: "Abbiamo lavorato circa 5.000 container, come partenza direi non c'è male... certo oltre ai grandi progetti in Italia bisognerebbe fare attenzione anche all'operatività. Lo scorso anno in estate è capitato di avere container fermi in porto per i controlli anche per sette giorni, per merce che ne aveva viaggiati 21. Inoltre  la normativa internazionale, entrata in vigore da metà dicembre, chiede che le ispezioni sui container refrigerati siano effettuate al chiuso, ma quasi tutti i porti italiani non hanno strutture adeguate. Mi chiedo se questo non possa portare a un ulteriore allungamento dei tempi". 
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