Le mega navi finiscono in freezer

Amburgo - Hapag-Lloyd ha smesso di lavorare alla sua offerta di accordo per costruire sei nuove portacontainer ultra-large. Il progetto della compagnia tedesca ha un valore di 1,2 miliardi di dollari, ma ora si è fermato a causa della crisi innescata dalla pandemia

Amburgo - Hapag-Lloyd ha smesso di lavorare alla sua offerta di accordo per costruire sei nuove portacontainer ultra-large. Il progetto della compagnia tedesca ha un valore di 1,2 miliardi di dollari, ma ora si è fermato a causa della crisi innescata dalla pandemia. La mossa arriva dopo che la trattativa per la gara di costruzione era appena partita, con i gruppi cantieristici pronti a presentare le proprie offerte all'armatore. Il mercato aveva anch ipotizzato che Hapag-Lloyd potesse cercare di ridurre le dimensioni delle navi, proprio causa dell’evoluzione negativa del commercio mondiale. Nel corso del primo trimestre, la società aveva continuato a portare avanti il progetto di nuove costruzioni. Le offerte tecniche e commerciali sono state presentate dai cantieri navali a gennaio e l’armatore avrebbe dovuto firmare i contratti a metà anno. Hapag-Lloyd aveva richiesto slot di consegna a partire dal 2022. C'era l'ulteriore possibilità che le navi potesseri essere alimentate a doppio combustibile, con un aumento dei costi dovuto alla possibilità di essere alimentate a gas naturale liquefatto.

I broker del settore delle nuove costruzioni avevano indicato che se Hapag-Lloyd avesse intrapreso la strada della doppia alimentazione, le nuove costruzioni avrebbero probabilmente avuto un costo di almeno 150 milioni di dollari ciascuna, a seconda del cantiere selezionato.

L'offerta di Hapag-Lloyd era stato uno dei pochi tentativi di ordinare nuove mega navi, insieme all'indagine analoga effettiata dalla compagnia giapponese Ocean Network Express (One) che aveva intenzione di costruire sei navi da carico ultra-grandi con opzioni per altre quattro. La data di consegna era prevista per il 2023. Ancora più preoccupante per i cantieri è che Hapag-Lloyd non sta dando alcuna indicazione sulla rivitalizzazione della gara. Questo aggrava le paure dei costruttori navali per il futuro dei loro ordini che già oggin sono in diminuzione. Mentre il gruppo tedesco è stato in prima linea nel rinviare la sua offerta, la situazione per One è meno netta. La compagnia - che è nata dall’unione del settore container tra Nyk Line, K Line e Mol - si ritiene abbia rallentato i suoi colloqui con i cantieri sulle navi, e pochi si aspettano che le trattative possano accelerare presto. Ma One non ha ancora comunciato ai cantieri che sta rinviando il processo. Hapag-Lloyd e One sono membri di The Alliance, che comprende anche Yang Ming Marine Transport e, dal 1 aprile, Hyundai Merchant Marine. La scorsa settimana, Clarksons Research ha pubblicato i dati per i cantieri navali nel primo trimestre. Il mediatore marittimo ha stimato che gli investimenti in nuove costruzioni sono diminuiti del 71% su base annua su base annua e il totale più basso dal secondo trimestre del 2009. Clarksons ha affermato che il portafoglio ordini globale è ora al suo livello più basso dal 2004.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: