Carta tissue, navi più grandi per Sca

Sca ha dovuto chiudere per una settimana uno stabilimento a Ortviken a causa della crisi della carta per l’editoria. Tuttavia, la stessa società ha appena annunciato il noleggio di due navi feeder di dimensioni maggiori (1.600 teu) rispetto a quelle da 1.000 teu utilizzate attualmente per esportare i propri prodotti fino al porto di Rotterdam

di Alberto Ghiara

Genova - L’isolamento forzato dovuto alla pandemia ha rimescolato le abitudini di consumo della popolazione mondiale cambiando le strategie di intere filiere. Se nella maggior parte dei casi il cambiamento è stato in perdita, alcuni settori hanno avuto risultati contrastanti. Lo dimostra quanto avvenuto all’industria svedese della carta e a uno dei suoi maggiori operatori, Sca (Svenska cellulosa aktiebolaget), attivo sia nella produzione sia nel trasporto del prodotto. Da un lato Sca ha dovuto chiudere per una settimana uno stabilimento a Ortviken a causa della crisi della carta per l’editoria. Tuttavia, la stessa società ha appena annunciato il noleggio di due navi feeder di dimensioni maggiori (1.600 teu) rispetto a quelle da 1.000 teu utilizzate attualmente per esportare i propri prodotti fino al porto di Rotterdam. La richiesta da parte del mercato di un aumento della capacità è dovuta al buon momento che stanno vivendo altre due nicchie di consumo legate all’industria della carta: quella della carta igienica e quella della carta per imballaggi. L’aumento della domanda ha fatto sì che dallo scorso primo maggio Sca abbia anche aumentato di 40 dollari alla tonnellata il prezzo della pasta di cellulosa che produce, dopo il calo dei prezzi avvenuto nell’ultimo anno. «Vediamo - ha spiegato Henning Ellström, vicepresidente di Sca con delega alla vendita e al marketing della pasta - un mercato della pasta forte con una domanda crescente principalmente dai clienti di carta “tissue” (quella utilizzata per carta igienica, rotoloni e fazzoletti di carta, ndr). I produttori stanno bilanciando le scorte e alcuni fornitori hanno annunciato il taglio della produzione. Il mercato della pasta è globale e abbiamo già visto aumenti di prezzo in altri continenti».

Contemporaneamente Sca ha noleggiato due navi, che attualmente hanno il nome di “Baltic Shearwater” e “Baltic Petrel”. In principio le due unità, da 1.600 teu, prenderanno il posto di quelle da 1.000 teu utilizzate finora sul servizio settimanale ContEx (Container Express) fra Umeå, Sundsvall, Oxelösund e Rotterdam. Dopo un periodo di utilizzo iniziale, il progetto è di portare le due navi in cantiere per farle ridipingere e probabilmente anche per dare loro un nome nuovo per la flotta Sca. «Con le nuove navi - ha spiegato il vicepresidente di Sca Logistics, Nils Johan Haraldsson - l’obiettivo è caricare il 40 per cento in più di merce containerizzata. Più in generale, le navi contribuiscono anche a un minore impatto climatico e a aumentare la competitività dei nostri clienti». Aumentare la propria quota di traffico containerizzato è anche uno degli obiettivi strategici di due dei porti toccati dalla linea, quelli di Sundsvall e Umeå. In entrambe le città, secondo Haraldsson, i progetti portuali aumenteranno le opportunità per chi trasporta la merce in container.

«Il trend verso maggiori volumi di container - ha aggiunto - è evidente, non soltanto nei nostri porti dove i volumi sono in crescita costante da alcuni anni». I traffici del servizio ContEx verso Sud sono costituiti principalmente da prodotti forestali in esportazione, in gran parte della stessa Sca, ma anche di altre industrie di polpa e carta e di segherie. Ci sono anche merci di altri settori industriali, come quello meccanico. Verso Nord viaggiano container pieni soprattutto di beni di consumo e di semilavorati per le industrie manifatturiere. Alla fine di aprile Sca aveva completato un periodo di chiusura di una settimana del suo stabilimento di Ortviken, che produce carta per l’editoria. La produzione era stata sospesa temporaneamente. Lo stabilimento ha tre macchinari con cui produce ogni anno 775 mila tonnellate di carta patinata e non patinata per riviste e di carta migliorata per giornali. La chiusura è stata dovuta alla scarsa domanda di carta per l’editoria come conseguenza delle misure contro il coronavirus. Si prevede che altre chiusure temporanee possa avvenire nelle prossime settimane e mesi se l’impatto della pandemia sul mercato editoriale proseguisse.

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