Suez bloccato, prue su Buona Speranza

Genova - È fallito il nuovo tentativo di sbloccare il Canale di Suez, una delle principali arterie del commercio mondiale, ostruito dalla gigantesca portacontainer “Ever Given” incagliatasi martedì su una delle sue sponde a seguito di una tempesta di sabbia

di Alberto Quarati

Genova - È fallito il nuovo tentativo di sbloccare il Canale di Suez, una delle principali arterie del commercio mondiale, ostruito dalla gigantesca portacontainer “Ever Given” incagliatasi martedì su una delle sue sponde a seguito di una tempesta di sabbia . Le speranze per le quasi 300 navi ferme all’ingresso dei due lati del canale - che movimentano quasi 10 miliardi di dollari al giorno - sono affidate solo alle dichiarazioni sull’avanzamento dei lavori: il blocco si risolverà in pochi giorni (forse due) e non - assicurano le autorità locali - nelle «settimane» temute in un primo momento.

Ma ci sono armatori che, specie nel settore container, per aggirare il blocco e il conseguente ingorgo di centinaia di unità, hanno già cambiato rotta, optando per il più lungo e costoso periplo dell’Africa, 12 giorni in più rispetto alla rotta di Suez. Ieri sera Msc ha annunciato che 11 navi hanno messo la prua verso Capo di Buona Speranza, dopo che già otto portacontainer in giornata avevano seguito lo stesso destino (due sono della Maersk), e pure una nave sorella della “Ever Given” starebbe già puntando verso Sud.

Il presidente dell’Authorità del Canale di Suez, Osama Rabie, dice che i lavori per disincagliare la nave sono completati all’87%: il battello-draga che aveva cominciato a lavorare a 100 metri di distanza dal portacontainer ora è a 15 metri. Lo scavo di pietre e sabbia che imprigionano la chiglia hanno raggiunto i 15 metri di profondità, a solo uno dall’obbiettivo di 16 indicato dalla stessa Authority. Ma ancora non basta: il tentativo fatto ieri per liberare il portacontainer è andato a vuoto, ha ammesso la Bernhard Schulte Shipmanagement, società di Singapore che ha la gestione tecnica della nave.

A parte un generico «il prima possibile», di ufficiale e riscontrabile resta solo la previsione - formulata da Rabie giovedì sera - di una ripresa della navigazione «entro 48-72 ore al massimo». Intanto, sulla base dei traffico consueto, si stima che le navi bloccate dentro e attorno al Canale di Suez possano essere 280.

Per certo ne sono state contate almeno 237: si tratta di 81 imbarcazioni dirette a sud, 41 in sosta nel Grande Lago Amaro e 107 che tentano di raggiungere il Mediterraneo. Sono bloccati anche i cargo con bestiame a bordo. I tipi di nave più numerose bloccate a Suez (quasi 65) sono portarinfuse; e le portacontainer (oltre 50) come quella operata da Evergreen e arenatasi quattro giorni fa. Sul tema ieri è intervenuto anche il presidente Usa, Joe Biden, sottolineando come gli Stati Uniti abbiano «equipaggiamento e capacità che altri Paesi non hanno: stiamo valutando in che modo intervenire». La Us Navy starebbe già preparando una squadra di esperti in dragaggi, in attesa del via libera a entrare in azione da parte delle autorità locali. —

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti: