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Confitarma cerca il nuovo timoniere: ora spunta Coccia per la presidenza | IL RETROSCENA

La vecchia volpe potrebbe tornare. L’uomo che ha guidato Confitarma ai tempi d’oro, avrebbe messo la freccia e superato tutti i concorrenti che puntavano alla presidenza dell’associazione degli armatori

di Simone Gallotti
1 minuto di lettura

Nicola Coccia

 

Genova – La vecchia volpe potrebbe tornare. L’uomo che ha guidato Confitarma ai tempi d’oro, avrebbe messo la freccia e superato tutti i concorrenti che puntavano alla presidenza dell’associazione degli armatori.

Così si sussurra che Nicola Coccia sia diventato la prima opzione nella corsa alla successione di Mario Mattioli. Manager, armatore, esperto di questioni fiscali del settore ed ex presidente di Confitarma nella prima decade degli anni Duemila, Coccia, napoletano, ha 75 anni, ma non è solo una vecchia gloria.

Conosce bene gli equilibri dell’associazione, non sempre facili, e potrebbe stabilizzare una situazione potenzialmente esplosiva. L’addio di Mattioli è forzato, imposto da Confindustria: la casa madre vuole alternanza al vertice e il quasi ex presidente è in sella, secondo gli Industriali, da troppi anni. In un primo momento sembrava che la corsa alla successione fosse una gara a due, con il siciliano Lorenzo Matacena (Caronte & Tourist) e il genovese Beniamino Maltese (Costa Crociere) a contendersi la poltrona.

Ma, raccontano i bene informati, nessuna delle due figure avrebbe offerto garanzie sufficienti in un momento così difficile per Confitarma. E anche Manuel Grimaldi, il vero azionista di maggioranza dell’associazione, avrebbe espresso gradimento per la scelta di Coccia.

L’ultimo fronte che si trovano ad affrontare adesso gli armatori, è la cessione di Rimorchiatori Mediterranei a Msc. Il gruppo genovese è stato venduto per una cifra miliardaria al primo armatore al mondo che però si è fatto una sua associazione di settore, Assarmatori, diventata approdo della galassia delle compagnia rilevate interamente o parzialmente da Gianluigi Aponte.

Se dovessero entrare anche gli armatori genovesi, si dovrebbe registrare un’altra defezione importante tra gli armatori confindustriali. Coccia potrebbe quindi salire sul ponte di comando di una nave che si trova in mezzo a una tempesta: “Un comandante esperto potrebbe essere la soluzione migliore” racconta un armatore che sta studiando il dossier.

Non si tratterebbe comunque di un mandato a tempo, o di un incarico da traghettatore. Gli anni di governo sono quattro e Coccia, se salirà al soglio, sarà chiamato a completarli. L’ultima volta al vertice è stato 11 anni fa. Ora potrebbe suonare di nuovo la sua ora.

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